Egitto, nuovi scontri
in Piazza Tahrir

di Francesca Porta 

Oltre 10 morti e 500 feriti in tre giorni. Hillary Clinton: «Astenetevi dalla violenza»

Francesca Porta

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Foto Getty Images

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Sono passati dieci mesi dallo scoppio della rivolta e dalla cacciata di Mubarak, ma l'Egitto è ancora in balia della violenza. Da ormai oltre tre giorni, infatti, continuano gli scontri tra le forze militari e i manifestanti scesi in piazza per chiedere le dimissioni della Giunta militare.

In Piazza Tahrir, luogo simbolo della rivoluzione, gli incendi, i pestaggi e i lanci di fumogeni si alternano agli slogan di centinaia di cittadini che vorrebbero velocizzare l'iter elettorale (le votazioni dureranno infatti dai quattro ai sei mesi) e togliere il potere ai militari.

Il bilancio degli scontri si aggrava di ora in ora: ieri sera le fonti egiziane parlavano di 11 morti e 500 feriti, ma questa mattina altri due manifestanti sono stati uccisi, probabilmente soffocati dai gas lacrimogeni. Stanno inoltre facendo il giro della rete le immagini di una ragazza inerme percossa violentemente dalla polizia.

«Profondamente preoccupata» dalla situazione, il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha lanciato un appello agli egiziani: «Chiedo alle forze di sicurezza di rispettare e proteggere i diritti universali di tutti gli egiziani, compresi i diritti di parola e di riunione».

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