L'Fbi chiude Megaupload
e Megavideo

di Francesca Porta 

L'operazione ha portato all'arresto del fondatore Kim Schmitz

Francesca Porta

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Associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d'autore: è questa l'accusa imputata a Kim Schmitz, fondatore del sito Megaupload.com, e ad altri tre dirigenti della società. I quattro sono stati arrestati ieri durante un'operazione condotta dall'Fbi e dal Dipartimento di Giustizia americano.

Secondo gli inquirenti, l'attività di Megaupload (e quella del gemello Megavideo) è costata più di 500 milioni di dollari in mancati profitti ai legittimi detentori del copyright. Megaupload, infatti, è una sorta di magazzino nel quale gli utenti possono archiviare file e condividerli con altre persone: fin qui niente di illegale. Il problema, però, è che molti caricano e condividono file protetti da copyright, violando di fatto la legge sui diritti d'autore.

L'operazione dell'Fbi, oltre all'arresto dei dirigenti, ha portato anche alla chiusura dei due siti Megaupload.com e Megavideo.com. Gli utenti, sorpresi dall'oscuramento, hanno iniziato a protestare. La decisione ha causato persino la reazione del gruppo di hacker Anonymous, che ha reso irraggiungibili i siti del Dipartimento di Giustizia, della casa discografica Universal e della Motion Picture Association of America.

Da parte sua, Megaupload si è difeso con un comunicato in cui sostiene che «la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale».

 

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