Grecia, scontri e proteste. Approvato il piano austerity

di Linda Milesi 

Il Parlamento ellenico ha accettato le richieste europee votando a favore del piano che prevede tagli e sacrifici al fine di risanare l'economia del Paese. Intanto, Atene è stata assediata da violenti proteste e scontri tra manifestanti e agenti di polizia.

Linda Milesi

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foto AP/LaPresse

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È stata una notte lunga e tormentosa quella di ieri ad Atene. Proprio mentre la città veniva assediata dalle violente proteste dei manifestanti, il Parlamento ellenico ha approvato le durissime misure di austerity che apre la strada ad un vitale prestito di 130 miliardi di euro concordato con la troika volto a superare la crisi economica in cui sta versando il Paese.

Nelle ore prima del voto, la giornata di domenica è stata segnata da fiamme e guerriglia. In almeno 100mila sono accorsi a piazza Syntagma, ad Atene, determinati a contestare l'eventuale voto favorevole alle misure di austerity. Nella capitale si contano 60 feriti tra agenti e dimostranti. Una ventina di edifici della capitale greca sono stati dati alle fiamme. Mai viste ad Atene dimostrazioni di protesta così violente. Molotov, bombe carta, sassi e lacrimogeni sono stati i protagonisti di uno scenario devastante.

A chiudere il dibattito prima del voto, che ha visto 199 Sì contro 74 No, è stato il Primo Ministro tecnico Lucas Papademus che ha innanzi tutto condannato le violenze affermando che «il vandalismo e la distruzione non hanno posto nella democrazia». «E' l'ora delle decisioni», ha poi affermato il premier, aggiungendo che «abbiamo davanti un piano che ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica». Il premier aveva ripetuto che una decisione sbagliata del voto sul piano avrebbe portato ad «un catastrofico default, all'isolamento e all'uscita dall'euro». Papademos aveva quindi notato che «la ragione principale di questa crisi è che lo stato greco, per molti anni, ha speso più di quel che incassava». Negli ultimi due anni, ha quindi aggiunto, la Grecia ha riguadagnato un terzo della produttività che aveva perso negli ultimi dieci anni. E ha ribadito che, se verranno attuate le misure e avviate le riforme, la Grecia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013.

Le riforme del piano austerity, scintilla dello scoppio delle proteste e violente manifestazioni prevede il taglio di 15.000 addetti nel settore pubblico, liberalizzazioni delle leggi sul lavoro e taglio dello stipendio minimo da 751 a 600 euro al mese. Un Memorandum, così è chiamato il pacchetto di tagli e sacrifici voluto dall'Unione Europea, Banca Centrale europea e Fondo Monetario internazionale servirà innanzi tutto a rimborsare i 14,5 miliardi di titoli pubblici in scadenza il 20 marzo ed evitare una bancarotta incontrollata.

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