«Rossella Urru è libera». Ma la Farnesina non conferma

di Francesca Porta 

La cooperante italiana rapita il 23 ottobre sarebbe stata rilasciata in Mali

Francesca Porta

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«Rossella Urru è libera». È questo l'annuncio che nella mattinata di sabato 3 marzo è rimbalzato, dai giornali alle tv, in tutta Italia. La notizia, diffusa dalla tv araba Al Jazeera, è stata inizialmente confermata dalla questura di Oristano e da alcune fonti vicino alla famiglia della cooperante italiana rapita il 23 ottobre scorso in Algeria.

A poche ore dall'annuncio, però, una precipitosa marcia indietro: la conferma della Farnesina sulla liberazione della Urru non arriva. Anzi, il Ministero degli Esteri diffonde un comunicato in cui invita tutti alla cautela. L'angoscia dei genitori di Rossella, lunga oltre quattro mesi, non è ancora finita.

Secondo il sito Sahara media, la cooperante sarebbe stata liberata venerdì 2 marzo insieme a Aal Ould al-Mukhtar, un poliziotto mauritano che era stato rapito nei mesi scorsi nel sud della Mauritania. Entrambi sarebbero stati rilasciati in cambio della scarcerazione di un terrorista tuareg, Abdel Raham Ould Madou.

Nata a Samugheo (Oristano) 29 anni fa, Rossella è una volontaria del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (CISP) che da diverso tempo lavora in Algeria, nei campi profughi, tentando di alleviare le sofferenze di donne e bambini. Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre era stata rapita da alcuni uomini armati insieme ad altri due volontari spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons. Di loro, purtroppo, non si hanno notizie.

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