Giappone, un anno
dopo il terremoto

di Francesca Porta 

È passato un anno dal violento sisma che colpì la costa nord-ovest del Paese causando oltre 15.000 vittime. Ecco come sono cambiate le zone del disastro

Francesca Porta

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L'11 marzo dello scorso anno un violento terremoto colpì la costa nord-occidentale del Giappone. Il sisma, che raggiunse i 9 gradi della scala Richter, provocò uno tsunami con onde alte decine di metri. L'acqua travolse case, automobili, navi, strade e, soprattutto, persone. Il bilancio del disastro fu gravissimo: 15.850 persone persero la vita e migliaia rimasero ferite. Al terremoto e allo tsunami, inoltre, seguì l'allarme nucleare: la centrale di Fukushima, infatti, registrò dei danni consistenti, che causarono il rilascio in atmosfera di radiazioni.

Oggi, a un anno di distanza da quel giorno, il Giappone si è risollevato e sta ricostruendo le zone distrutte: in molti punti colpiti dal terremoto, le strade e gli edifici sono già stati rimessi a nuovo e molti sfollati sono dunque riusciti a tornare nelle proprie case. In altre zone, invece, il recupero deve ancora iniziare. Secondo le stime degli esperti, la ricostruzione costerà in totale 92 miliardi di dollari.

In questi giorni molti fotoreporter si sono recati nei punti colpiti dal disastro naturale per raccontare, un anno dopo il sisma, il cambiamento delle aree devastate. Ecco dunque qualche immagine scattata recentemente, messa a confronto con le fotografie realizzate nei giorni successivi all'11 marzo 2011. Come vedrete, molto è cambiato: il processo è lungo, ma il Giappone sta riuscendo nell'impresa di risollevarsi in piedi.

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