Afghanistan, un soldato americano fa strage di civili

di Francesca Porta 

Le persone uccise sono almeno sedici. Tra loro anche donne e bambini piccoli

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Sono almeno 16 gli uomini, le donne e i bambini afghani che nella notte tra sabato 10 e domenica 11 marzo sono stati uccisi dalla furia omicida di un soldato americano. I civili, che al momento del massacro si trovavano nelle loro case, in due villaggi della provincia di Kandahar, sono stati sorpresi nel sonno, uccisi con diversi colpi d'arma da fuoco, cosparsi di benzina e incendiati.

Secondo quanto dichiarato dagli Stati Uniti e dalla Nato, la strage sarebbe opera di un militare in forza all'Isaf che, in un raptus di follia, avrebbe lasciato la vicina base Usa per compiere il massacro e poi riconsegnarsi a essa, dove ora è sotto custodia.

Secondo alcuni testimoni locali, invece, gli autori della strage sarebbero un gruppo di soldati americani (non solo uno), probabilmente ubriachi. A sostenere questa tesi è, ad esempio, Haji Samad, uno degli anziani del villaggio, che tornando a casa ha trovato i cadaveri di undici membri della sua famiglia.

Sul luogo della tragedia è arrivato, tra i primi, un cronista di France Presse, che ha raccontato: «Sono entrato in tre case e ho contato 16 morti, inclusi bambini, donne e uomini anziani. Ho visto almeno due bambini di età fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati».

Hamid Karzai, presidente dell'Afghanistan, ha denunciato a gran voce l'accaduto: «Quando gli afghani vengono uccisi deliberatamente dalle forze americane, si tratta di un assassinio e perciò di un'azione imperdonabile». Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato al presidente afghano per esprimere sentimenti di «dolore e choc» e per assicurare che «sarà fatta piena luce sui fatti e, nel più breve tempo possibile, saranno assicurati alla giustizia i responsabili».

Il tragico episodio rischia di far precipitare i rapporti tra Afghanistan e Usa, già tesi dopo il rogo di alcune copie del Corano in una base americana e le conseguenti manifestazioni di protesta.

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