Siria, massacro di donne e bambini. L'Onu: «Vergognoso»

di Francesca Porta 

Scoperti 47 corpi mutilati a Homs, città simbolo dell'opposizione al regime di Assad. Si tratta di 26 bambini e 21 donne

Francesca Porta

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A Homs continua la repressione del regime di Assad - Foto
LaPresse

A Homs continua la repressione del regime di Assad - Foto LaPresse

«Un'aggressione vergognosa, un uso sproporzionato della forza». Sono queste le parole con cui Ban Ki Moon, segretario generale dell'Onu, ha definito il massacro di donne e bambini scoperto quest'oggi a Homs, in Siria. Parole dure, ma che non bastano a descrivere l'orrore delle immagini che in queste ore stanno facendo il giro del web.

In uno dei filmati un attivista mostra i corpi delle vittime ritrovati nei quartieri di Karm az Zeitun e Adawiy: molti hanno i crani spaccati, altri hanno bruciature, tagli alla gola o fori di pallottole in fronte. Alcuni hanno un occhio solo, mentre dall'altro è fuoriuscita materia celebrale. Si tratta di almeno 47 persone massacrate dagli uomini di Assad: 26 bambini e 21 donne. Ovvero: tutti civili e tutti innocenti.

Il regime siriano ha dichiarato in un comunicato che gli autori della strage sarebbero dei «terroristi» che avrebbero poi inviato le tragiche immagini alle televisioni con l'obiettivo di attribuire il crimine alle forze di Assad. Ma sono in pochi a credere a questa versione dei fatti: da troppo tempo il regime sta portando avanti una violenta repressione delle proteste nate in seno al popolo siriano. Troppe sono le persone già imprigionate, sequestrate e uccise dal regime. Troppe le città bombardate.

E l'Onu non sembra disposto a tollerare ancora la situazione: «Il governo siriano ha fallito nell'adempiere alla responsabilità di proteggere il suo popolo», ha dichiarato il segretario generale Ban Ki Moon. «Al contrario, ha sottoposto i suoi cittadini all'aggressione militare e a operazioni vergognose che continuano». Ban Ki Moon ha dunque invitato Assad a rispondere all'inviato speciale dell'Onu Kofi Annan, che ha chiesto la cessazione delle violenze e l'apertura di corridoi umanitari.

Intanto, non appena si è diffusa la notizia del massacro, centinaia di famiglie sono fuggite da Homs, terrorizzate da quanto potrebbe accadere a tutti loro, e soprattutto ai bambini. «È arrivato il momento di fermare questo eccidio», ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. «Molti bambini hanno già perso la vita e tanti altri vivono quotidianamente sotto la minaccia della violenza, chiusi in casa, tremendamente impauriti da quello che stanno vivendo, e bisognosi di aiuti immediati».

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