India: gli italiani rapiti «stanno bene»

di Francesca Porta 

Paolo Bosusco e Claudio Colangelo sono stati sequestrati da alcuni militanti maoisti il 14 marzo

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti


Paolo Bosusco - Foto LaPresse

Paolo Bosusco - Foto LaPresse

Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, i due turisti italiani rapiti il 14 marzo in India «stanno bene e ricevono regolarmente cibo». Ad affermarlo sono i maoisti che li tengono in ostaggio da ormai diversi giorni nel distretto di Kandhamal.

Il leader dei militanti maoisti, Shabhasachi Panda, ha fissato un nuovo ultimatum per questa sera: per ottenere la liberazione degli ostaggi, le autorità dovranno rispondere a un documento con 13 punti, tra cui una richiesta di denaro e alcune condizioni che da tempo i maoisti pretendono dal governo indiano, come la liberazione di alcuni prigionieri politici.

«Siamo disposti a intavolare un dialogo con i maoisti», ha detto il governatore della regione indiana dell'Orissa Naveen Patnaik. «E riteniamo davvero che, dopo aver aperto a un possibile dialogo sulle rivendicazioni da loro poste, i maoisti dovrebbero darci un segnale di flessibilità per poter procedere».

La vicenda è seguita da vicino dalla Farnesina, nella persona del ministro degli Esteri Giulio Terzi («informato in tempo reale, minuto per minuto») e dall'ambasciatore italiano a Calcutta Joel Melchiori, arrivato nei giorni scorsi a Bhubaneswar, in Orissa.

Intanto, non sono ancore chiare le motivazioni che hanno spinto i maoisti a rapire i due turisti. Paolo Bosusco, 54 anni, dal 1999 gestisce un'agenzia turistica nell'Orissa ed è conosciuto per essere una guida attenta al rispetto delle popolazioni tribali. Claudio Colangelo è un cooperante di 61 anni, in vacanza in India.

Secondo le prime ricostruzioni, sembra che i due stessero fotografando alcune donne di un villaggio che erano intente a lavarsi in un fiume. La versione, però, non combacia con il profilo di Bosusco, da sempre attento a non disturbare la popolazione e contrario al turismo del "safari umano".

«È stata una fatalità», ha dichiarato P.K. Mishra, capo dei servizi segreti dell'Orissa. «Una terribile fatalità, ma non capisco perché (i due italiani, ndr) si siano spinti fino a là, in una zona rischiosa». Un dubbio a cui solo Bosusco e Colangelo potranno (speriamo presto) dare una risposta.

 

Commenti dal canale

TAG CLOUD