Una giornata in cui restare "disconnessi"

di Hilary Belle Walker 

Negli Stati Uniti inizia oggi il terzo National Day of Unplugging, un'iniziativa che invita tutti a disconettersi per 24 ore dagli apparecchi tecnologici. L'obiettivo? Connettersi meglio al mondo. Quello reale

Hilary Belle Walker

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Quanto tempo passa, ogni mattina, tra il momento in cui apri gli occhi e il primo controllo della tua casella e-mail? Se usi il tuo smartphone anche come sveglia, come ormai fanno in molti, probabilmente meno di tre minuti. Quante volte "approfitti" del tempo "vuoto" - mentre sei in metropolitana, mentre aspetti in fila o addirittura quando sei in bagno - per rispondere ai messaggi, postare qualcosa su Facebook o twittare? Probabilmente molte volte.

Se tutto questo ti suona familiare, allora l'associazione no-profit Reboot (che si definisce una "incubatrice culturale") ha un'idea da proporti: prendendo spunto della tradizione ebraica di Shabbat (il periodo di riposo fra venerdì e sabato sera), sta promuovendo - per il terzo anno di fila - il National Day of Unplugging.

Da venerdì 23 marzo, al tramonto, fino a sabato sera, l'iniziativa invita tutti i tecno-dipendenti a rimanere "screen-free". Non sapresti che fare? Non ti preoccupare, hanno anche compilato una lista di cose da fare durante la "depurazione". Anche se, visto che si chiama "The Undo List", è evidente che non prevede per forza l'essere produttivi.

Per diffondere l'iniziativa, i membri di Reboot hanno organizzato una campagna di "guerrilla marketing" con ironici volantini "fatti in casa" e inviti a fare amicizia nel vecchio stile. Ovvero: di persona. I volantini sono stati distribuiti in punti strategici dove solitamente si incontrano le persone tecno-dipendenti e ultra-plugged-in, come ad Austin durante il South by Southwest Festival e davanti all'Apple megastore di San Francisco. E, ovviamente, via web. Tramite Facebook, e siti come Causes.com, il National Day of Unplugging sta prendendo piede in un paese dove il Wi-Fi è ovunque e dove tutto - dal chiamare un taxi al pagare le bollette - si può fare con un app.

«Che sia chiaro, noi a Reboot non siamo anti-tecnologia», spiega il direttore esecutivo di Reboot, Yoav Schlesinger. «E un mezzo utilissimo, e non vogliamo dipingerlo come un 'male'. Con la NDU stiamo cercando solo di incoraggiare una maggiore attenzione ed equilibrio fra le tante persone che, anche non volendo, sono diventate utenti costanti e quasi compulsivi di questi mezzi».

Ancora non siete convinti? Allora forse questo filmato, "Yelp" (della regista americana Tiffany Schlain) ti farà riflettere. Guardalo (basta scorrere le foto qui sopra...troverai anche il video!), postalo, tweetalo, commentalo… e poi spegni tutto per un giorno intero. Va bene, per una sera. Almeno durante la cena? Dai, unpluggati un attimo. Ma non prima, ovviamente, di cliccare "like" sul questo articolo. E di condividerlo.

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