Oslo e Utoya, inizia il processo. Breivik in tribunale

di Francesca Porta 

L'autore delle stragi ha salutato i parenti delle vittime con il braccio teso e il pugno chiuso. E poi ha affermato: «È stata legittima difesa»

Francesca Porta

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Breivik in tribunale - Foto AP/LaPresse

Breivik in tribunale - Foto AP/LaPresse

È passato quasi un anno dal giorno in cui il militante di estrema destra Anders Behring Breivik fece scoppiare una bomba nel centro di Oslo e aprì il fuoco su un campo giovanile del partito laburista a Utoya. Era il 22 luglio 2011 e Breivik uccise 77 persone, tra cui moltissimi ragazzi.

Oggi, a quasi un anno di distanza, si apre finalmente il processo a suo carico. Il procedimento è iniziato questa mattina, intorno alle ore 9, al tribunale di Oslo. Breivik si è presentato alla Corte come «uno scrittore» e ha salutato il pubblico in aula (composto in gran parte dai parenti delle vittime) con il braccio teso e il pugno stretto. Un chiaro saluto di estrema destra.

«Riconosco i fatti, ma non mi riconosco colpevole», ha dichiarato Anders Breivik. «E non riconosco i tribunali norvegesi: avete ricevuto il vostro mandato da partiti politici che sostengono il multiculturalismo». In precedenza, inoltre, l'uomo aveva dichiarato di aver agito «per legittima difesa contro il multiculturalismo».

Dopo le dichiarazioni di apertura, il 33enne norvegese dovrà testimoniare in tribunale per 5 giorni di fila e sarà interrogato sulle sue azioni e sulle motivazioni che l'hanno spinto a compiere le stragi. Saranno inoltre ascoltati diversi testimoni, tra cui alcuni ragazzi sopravvissuti alla sparatoria di Utoya, e, infine, saranno presentate alla Corte le perizie psichiatriche del paziente.

Una delle perizie ha stabilito che Breivik è incapace di intendere e di volere, mentre un'altra, presentata pochi giorni fa, lo ritiene sano di mente. Questa è, dunque, la decisione che la Corte è chiamata a prendere: il 33enne autore delle stragi sapeva quello che faceva o era (è) fuori di sè?

Se sarà giudicato capace di intendere e di volere, Breivik potrebbe essere condannato a 21 anni di prigione, con la possibilità di prolungare la detenzione qualore le autorità lo considerassero ancora un pericolo per la società. Se invece la Corte lo riterrà incapace di intendere e di volere, allora Breivik sarebbe assegnato a un manicomio criminale.

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