Era il 1955 quando Rosa Parks, una sarta di
colore, rifiutò di cedere il suo posto a un passeggero
bianco su un autobus. Rosa, stanca di dover restare
relegata nella parte posteriore del pullman solo perché nera,
rimase seduta al suo posto nonostante l'autista le avesse ordinato
di alzarsi. Per la sua decisione, Rosa fu arrestata e diventò
simbolo della lotta contro la segregazione
razziale negli Stati Uniti.
Ora, a 57 anni di distanza da quel giorno, l'America ha
un presidente nero. Un uomo che certo non dimentica il
lungo percorso che i cittadini neri americani hanno dovuto
affrontare per ottenere gli stessi diritti civili dei
bianchi. Per questo, di passaggio a Dearbord, in Michigan,
Barack Obama non ha dimenticato di visitare il
museo in cui è custodito l'autobus dove Rosa Parks pronunciò il
"gran rifiuto".
Salito sul mezzo, Obama è rimasto seduto in silenzio per qualche
minuto, in ricordo di Rosa e del suo importante gesto. «Sono
rimasto semplicemente seduto per un momento», ha detto il
presidente. «E ho riflettuto sul coraggio e sulla tenacia
che fanno parte della nostra storia recente e che sono
rappresentate a volte da persone sconosciute».
Vedi anche:
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elettorale