Dal Giappone all'Alaska, il viaggio del pallone dello tsunami

di Francesca Porta 

Una coppia di Anchorage, in Alaska, ha ritrovato un pallone da calcio di un ragazzo giapponese. La palla è stata trasportata dalle onde dopo lo tsunami del 2011

Francesca Porta

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Foto AP/LaPresse

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Yumi e David Baxter non potevano credere ai loro occhi. Qualche settimana fa, in una giornata come tutte le altre, la coppia stava passeggiando sulle spiagge di Middleton Island, al largo dell'Alaska, quando ha trovato un pallone da calcio con delle scritte in giapponese.

Yumi e David hanno raccolto la palla, l'hanno portata nella loro casa, vicino ad Anchorage, e hanno contattato il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) per cercare di capire come e quando quel pallone era arrivato fino in Alaska.

La risposta è stata veloce: la palla era finita in mare durante il terribile tsunami che ha colpito il Giappone  l'11 marzo 2011 (dopo il terremoto) ed era stata trasportata dalle onde, arrivando in Alaska dopo un anno di viaggio. I Baxter, allora, hanno iniziato a cercare il proprietario, pubblicando appelli sul web e diffondendo la fotografia del pallone.

Dopo solo poche settimane, la ricerca si è conclusa con un lieto fine: la palla appartiene a Misaki Murakami, 16 anni, uno studente della città di Rikuzentakata, distrutta per oltre l'80% dall'onda anomala generata dal terremoto. Nello tsunami Misaki ha perso la sua casa e tutti gli oggetti a lui cari: tra questi anche il pallone autografato dai suoi compagni di terza elementare, prima che lui cambiasse scuola.

«Sono contento che il pallone sia stato ritrovato», ha dichiarato il ragazzo. «Anche se, ovviamente, lo associo al triste ricordo del terremoto». Yumi e David Baxter stanno programmando un viaggio in Giappone per consegnare personalmente la palla al ragazzo.

E chissà che in quell'occasione non riescano anche a trovare il proprietario di un'altra palla (questa volta da pallavolo) che i due hanno ritrovato pochi giorno dopo quella di Misaki.

 

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