Crisi, il monito di Obama: «L'Europa faccia di più»

di Francesca Porta 

La Casa Bianca striglia l'Europa per l'eccessiva austerity e auspica nuove misure per la crescita

Francesca Porta

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Foto AP/LaPresse

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L'austerità non basta più. «Bisogna fare altro». È questa l'opinione di Barack Obama sulla crisi economica europea e sulle misure messe in atto dal vecchio continente per salvarsi dalla recessione.

A esprimerla è stato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney: «I mercati rimangono scettici che le misure prese finora siano sufficienti a garantire una ripresa in Europa e ad allontanare il rischio di un peggioramento della crisi. Crediamo che debbano essere fatti ulteriori passi».

«Comunque» - ha concluso il portavoce di Obama - «siamo pronti a compiere tutti i passi necessari per isolare l'economia americana dall'impatto negativo della crisi in eurozona». Le parole della Casa Bianca arrivano oltreoceano come una doccia gelata. La preoccupazione di Barack Obama è palese. Forse c'è anche un po' di delusione.

Secondo il presidente degli Stati Uniti, la linea dell'austerity non basta più. Crea recessione e disoccupazione, peggiora gli squilibri della finanza pubblica e, soprattutto, non produce sviluppo. Ciò di cui ha bisogno ora l'Europa sono nuove misure per la crescita e l'occupazione.

La posizione di Obama è largamente condivisa dal ministro delle Finanze del Canada, Jim Flaherty: «Il problema numero uno oggi sono le banche europee, la loro debolezza, la loro mancanza di capitali e il fatto che le nazioni dell'euro non hanno affrontato questo problema in maniera adeguata».

Dello stesso avviso è anche il governo del Brasile: «Quei Paesi europei che se lo possono permettere, e non sono molti» - dice un portavoce dell'esecutivo - «devono stimolare la ripresa con manovre di spesa pubblica». Un invito alla Germania di Angela Merkel? Probabilmente sì.

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