Grecia, ha vinto l'Euro

di Laura Scafati 

Si sono concluse ieri sera le elezioni politiche in Grecia. I conservatori di Nuova Democrazia si aggiudicano la maggioranza. L'euro è salvo. Un governo di coalizione? La sinistra radicale si rifiuta e resta all'opposizione

Laura Scafati

Laura Scafati

ContributorLeggi tutti


foto LaPresse

foto LaPresse

È la vittoria di un governo filoeuropeista quella che si è decretata ieri in Grecia con l'affermazione del conservatore Antonis Samaras, leader di Nuova Democrazia, con circa il 30% dei voti. «Resteremo nell'euro, basta con le avventure» ha detto il leader vincitore ai suoi sostenitori.

Nuova Democrazia, che si aggiudica più di 127 seggi nel Parlamento ellenico, è il primo partito sebbene non abbia raggiunto la maggioranza assoluta. A circa 2 punti in percentuale di differenza la segue a ruota la sinistra radicale di Syriza la quale, mirava a cancellare i contratti firmati dal 2009 con l'Europa per rinegoziare tutto. Al terzo posto si collocano invece i socialisti del Pasok che hanno ridotto ad un terzo i voti raggiunti nelle elezioni del 2009 a causa dei pacchetti austerity imposti alla popolazione greca.

Da oggi partono le trattative per formare un governo di coalizione sostenuto ampiamente da Evanghelos Venizelos, leader del Pasok,  ma solo ad una condizione: che vi sia la partecipazione della sinistra radicale guidata dal giovane Alexis Tsipiras. Ma Syriza ha già escluso qualunque ipotesi di far parte di un esecutivo che non cancelli subito i sacrifici imposti ai cittadini greci. «Restiamo all'opposizione. I risultati dimostrano un consistente rifiuto delle misure di austerità» ha detto il leader.

Sebbene risicata, questa è la maggioranza che si è espressa a favore dell'euro e della sua salvezza. È la nascita di un governo che cresce nonostante un'opposizione eroica e assoluta promessa da Tsipiras e sulle imprevedibili mosse dell'estrema destra di Alba Dorata che si è aggiudicata 19 seggi in Parlamento.

Antonis Samaras, 61 anni che si è presentato come difensore dell'accordo ("o me o il ritorno alla dracma") ha promesso di presentarsi a breve con la lista dei ministri. Rinegoziare il Memorandum, l'intesa firmata con l'Unione Europea, la Banca Centrale e il Fondo Monetario Internazionale sono solo alcuni degli obiettivi espressi in campagna elettorale volti a cambiare le sorti economiche del Paese e del suo sistema governativo.

 

 

Commenti dal canale

TAG CLOUD