Grecia, Samaras: «Più tempo per dilazionare i tagli»

di Laura Scafati 

Iniziano le prime tensioni tra Grecia e Germania. Il neopremier Antonis Samaras vuole rinegoziare il memorandum chiedendo di dilazionare i tagli su quattro anni invece che due. La Merkel: «Non faremo sconti».

Laura Scafati

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foto LaPresse

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Non c'è tempo per i festeggiamenti. La Grecia, col suo nuovo premier Antonis Samaras, eletto ieri, deve mettersi all'opera, subito. La vittoria di Nuova Democrazia ha sancito la salvezza dell'euro e la permanenza della Grecia all'interno dell'UE, ma adesso occorre concretizzare gli obiettivi preposti, anche se già si avvertono le prime tensioni con la Germania.

I socialisti del Pasok entreranno a far parte dell'esecutivo per un governo di coalizione che promette essere pronto per stasera, ma Alexis Tsipiras, leader della sinistra radicale, ha ribadito: «Noi restiamo all'opposizione». Venizelos (premier e ministro delle Finanze) lo accusa di essere un irresponsabile dato che prima del voto aveva promesso di entrare a far parte solo di una coalizione che comprendesse anche lui.

Ma i conservatori e i socialisti sembrano pronti ad andare avanti da soli. Come da programma elettorale, il primo tentativo del nuovo governo sarà quello di rinegoziare le condizioni del memorandum, il piano di riforme imposto dalla troika (UE, Bce, FMI). La cancelliera tedesca Angela Merkel ha già rifiutato qualsiasi tipo di ammorbidimento o compromesso riguardo i contenuti del piano riforme e, soprattutto, i tempi per realizzarlo. «La Grecia deve rispettare gli impegni» ha detto perentoria la Merkel. Nessuno sconto quindi, il che vuol dire per il nuovo governo, approvare entro la fine di giugno altri tagli per circa 11,7 miliardi in cambio di nuovi aiuti.

Fonti di Nuova Democrazia hanno fatto sapere che Samaras chiederà comunque all'Europa più tempo: vorrebbe spalmare gli interventi su quattro anni invece che due. «Saremo pronti per la prossima visita della troika. Intendiamo accelerare e allargare il programma di privatizzazioni».

La maggioranza dei Greci si è detta già pronta a scendere in piazza per protestare contro i nuovi tagli. Già si temono forti pressioni per il nuovo governo.

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