Vertice Ue a Bruxelles, due giorni per salvare l'euro

di Francesca Porta 28 giugno 2012

Il 28 e il 29 giugno i Ventisette dell'Unione Europea si incontrano a Bruxelles per parlare della crisi economica e del futuro dell'euro

Francesca Porta

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Angela Merkel - Foto LaPresse

Angela Merkel - Foto LaPresse

Crescita, unione bancaria, integrazione. Sono questi i tre temi principali che verranno discussi nel Consiglio Europeo sulla crisi economica in programma a Bruxelles oggi (giovedì 28) e domani (venerdì 29 giugno).

Dopo diversi incontri bi/trilaterali, in questi due giorni i leader dei ventisette Paesi dell'Unione Europea si incontano tutti insieme per discutere sulla situazione e trovare misure in grado di placare i mercati e rafforzare l'eurozona.

«L'obiettivo è quello di togliere ogni dubbio sull'irreversibilità dell'euro», ha dichiarato il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso. E certo non è un obiettivo facile. Con la Grecia che affonda nella crisi, Spagna e Italia che continuano a soffrire e una Germania che sembra disposta a concedere poco, l'andamento del vertice non è in nessun modo prevedibile.

Sul primo tema, quello della crescita, i Ventisette dovrebbero seguire, senza grandi problemi, la strada tracciata da Italia, Spagna, Francia e Germania nel vertice di venerdì scorso a Roma: varare un piano di investimenti da 120-130 miliardi di euro.

Per quanto riguarda l'unione bancaria, invece, la questione è più complicata: si tratterebbe di creare una supervisione bancaria a livello europeo e di fissare alcune modalità di intervento con l'obiettivo di separare crisi delle banche e crisi dei debiti sovrani.

Ma il nodo più critico è senza dubbio quello di una maggiore integrazione tra i Paesi europei e degli aiuti alle nazioni che stanno subendo in modo più violento le conseguenze della crisi economica. Su questo tema si gioca in realtà tutto il vertice.

Una delle proposte più discusse sarà senz'altro quella del premier italiano Mario Monti sullo scudo anti-spread. Il presidente del Consiglio, infatti, ha proposto di utilizzare il Fondo salva-Stati (della Bce) per acquistare i titoli di Stato dei Paesi sotto attacco dei mercati al fine di ridurre il divario tra i tassi di quel Paese e quelli tedeschi. L'operazione si chiama Market Stabilization Program (MSP).

A decidere quando scatterebbe l'acquisto sarebbe una figura europea (potrebbe essere il presidente dell'Eurogruppo) che deciderà quando un Paese entra in una fascia di spread tale da giustificare l'operazione. Per l'Italia, ad esempio, l'intervento potrebbe avvenire con uno spread che si aggira intorno ai 250-300 punti.

La proposta di Monti è ben vista da molti. E, da parte sua, il premier non è disposto a cedere su questo punto: «L'Italia aderirebbe alla Tobin Tax solo se in cambio ci sarà maggiore solidarietà per ridurre gli spread». Resta da vedere cosa ne penseranno i partner europei. E, soprattutto, cosa ne penserà il cancelliere tedesco Angela Merkel, la cui opinione resta sempre e ancora lo scoglio più difficile da superare per raggiungere un accordo condiviso.

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