Vertice Ue, accordo raggiunto su crescita, lavoro e scudo antispread

di Francesca Porta 

I leader Ue si dicono tutti soddisfatti. Mario Monti: «Abbiamo ottenuto quello che volevamo»

Francesca Porta

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Mario Monti e Angela Merkel - Foto LaPresse

Mario Monti e Angela Merkel - Foto LaPresse

Ci sono volute oltre 15 ore (tese e tormentate), ma alla fine il vertice dell'Unione Europea sulla crisi economica è stato un successo. Tutti i Paesi europei hanno infatti raggiunto un'intesa sul piano per la crescita, sullo scudo antispread, sulla ricapitalizzazione diretta delle banche e sul ruolo dei fondi salva-Stati. Come ha dichiarato Mario Monti, dunque, «il processo è stato duro, il risultato buono».

Innanzitutto, il Consiglio Europeo ha approvato un piano per la crescita e l'occupazione in grado di mobilitare oltre 20 miliardi di euro. Entro fine anno, inoltre, sarà definita e messa a regime una tassa sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin Tax).

Per stabilizzare l'eurozona, i Paesi riuniti a Bruxelles hanno deciso di modificare il modo in cui vengono utilizzati i Fondi europei salva-Stati e di stabilità finanziaria EFSF ed ESM. Per prima cosa, l'ESM (sotto la sorveglianza della Banca Centrale Europea) potrà ricapitalizzare le banche direttamente, e non più attraverso i governi nazionali. Lo scopo di questa decisione è quello di spezzare il circolo vizioso tra bilanci delle banche e bilanci sovrani.

L'Eurogruppo ha poi deciso di approvare la possibilità di godere degli aiuti dell'ESFS e dell'ESM senza condizioni particolari per i Paesi richiedenti (ovvero senza essere commissariati dalla troika). I Paesi dell'eurozona, inoltre, si sono trovati d'accordo sulla proposta del premier italiano Mario Monti in merito allo scudo antispread.

Il presidente del Consiglio, lo ricordiamo, propone di utilizzare il Fondo salva-Stati per acquistare i titoli di Stato dei Paesi sotto attacco dei mercati al fine di ridurre il divario tra i tassi di quel Paese e quelli tedeschi. L'operazione si chiama Market Stabilization Program (MSP). A decidere quando scatterebbe l'acquisto sarebbe una figura europea (potrebbe essere il presidente dell'Eurogruppo) che deciderà quando un Paese entra in una fascia di spread tale da giustificare l'operazione.

«Siamo soddisfatti, abbiamo ottenuto quello che volevamo», ha dichiarato il premier Monti all'uscita dal vertice. «In questi giorni abbiamo fatto importanti passi avanti. Passi che corrispondono molto a quelli che l'Italia da tempo sostiene». Anche il presidente della Bce Mario Draghi ha espresso soddisfazione per l'esito dell'incontro: «Sono stati raggiunti risultati nel breve termine».

Palpabile l'ottimismo del presidente francese François Hollande («Oggi ha vinto l'Europa»), così come quella del presidente della commissione europea José Manuel Barroso: «I leader Ue sono stati capaci di prendere misure di breve e medio termine impensabili solo fino a pochi mesi fa». Anche Angela Merkel, seppure con un'ombra di irritazione sul volto, si è detta contenta del risultato: «Un successo su tutti i fronti, servito a stabilizzare i mercati» (poi ha anche aggiunto «la mia posizione sugli eurobond non è cambiata»).

E i mercati, almeno in prima battuta, hanno davvero risposto positivamente. Wall Street e Tokyo hanno aperto in rialzo e Piazza Affari ha guadagnato il 4,5%. Lo spread tra i Btp italiana e il Bund tedesco è sceso sotto i 420 punti, mentrequello spagnolo si attesta sui 480 punti. La speranza è che anche lunedì mattina le borse continueranno a volare.

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