L'apocalisse del web: ecco cosa succede davvero

di Francesca Porta 

Il 9 luglio l'Fbi stacca i server sostitutivi per gli utenti infettati dal virus Dns Changer. Questo potrebbe provocare un black out del web per 300 mila computer

Francesca Porta

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Foto Corbis Images

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Più di 300 mila computer in tutto il mondo oggi rischiano di rimanere offline. Qualcuno ha parlato di «lunedì nero», altri di «giorno del giudizio», altri ancora di «apocalisse del web». In realtà non è nulla di così tragico. Si tratta, infatti, di un'operazione dell'Fbi che conclude un'indagine durata diversi anni.

Partiamo dal principio. Nel 2007 un gruppo di hacker informatici, con l'intenzione di truffare gli utenti della rete, ha creato un virus - il Dns Changer - che aveva la capacità di convertire i nomi dei siti web in indirizzi IP (e viceversa). In pratica, quando l'utente cliccava su indirizzi di alcuni siti internet (ad esempio Amazon), il virus lo portava verso pagine false da cui poter rubare i suoi dati personali, le password e i numeri d'accesso a carte di credito e conti bancari.

Le indagini dell'Fbi hanno portato all'identificazione del Dns Changer e, nel novembre dello scorso anno, all'arresto dei sette hacker ritenuti responsabili della sua creazione e diffusione. I server truccati, ovviamente, sono stati sequestrati. Per permettere ai computer infettati di continuare a navigare, l'Fbi aveva sostituito i server ritirati con dei server "puliti", che ora vanno spenti.

Quello che accade oggi è proprio lo spegnimento definitivo di questi server sostitutivi: chi in questi mesi non ha provveduto a eliminare il virus Dns Changer potrebbe quindi rimanere senza connessione. Secondo le stime dell'Fbi, si tratta di oltre 300 mila computer, dei quali 69 mila negli Stati Uniti, 21 mila in India, 19 mila in Gran Bretagna. In Italia si pensa che il black out posso riguardare oltre 26 mila computer.

Sono numeri alti, è vero, ma certo non da «apocalisse». Tanto più che bastano poche mosse per risolvere il problema alla radice. Per controllare se il proprio computer è infettato dal virus è possibile andare sul sito web www.dcwg.org (Dns Changer Working Group) e cliccare sul Paese d'interesse. A questo punto viene avviato un controllo del computer e, se risulta infettato, lo stesso portale offre una serie di strumenti per risolvere il problema.

 

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