Londra 2012: l'Olimpiade delle donne

di Francesca Porta 

Due atlete saudite parteciperanno ai Giochi Olimpici. È la prima volta in cui tutte le 203 delegazioni avranno una rappresentante femminile

Francesca Porta

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Richmond Park, Londra - Foto LaPresse

Richmond Park, Londra - Foto LaPresse

Pur non essendo ancora iniziata, l'Olimpiade di Londra ha già messo a segno un record storico. Per la prima volta dalla nascita dei Giochi Olimpici, infatti, tutti i Paesi partecipanti avranno almeno una rappresentante femminile.

Ad annunciarlo è stato il Comitato olimpico internazionale (Cio): a differenza di quanto accaduto nel 2008 al Pechino, questa volta anche Qatar, Brunei e Arabia Saudita hanno riconosciuto alle donne il diritto di partecipare alle gare olimpiche. Per questi tre Paesi si tratta di una svolta epocale: prima d'ora, infatti, non si erano mai presentati con una delegazione mista.

Quest'anno, finalmente, insieme agli atleti maschi, dal Qatar arriveranno a Londra anche quattro donne, tra cui anche la campionessa di tiro Bahiya al-Hamad, scelta come portabandiera. A rappresentare le donne del Brunei ci sarà invece Maziah Mahusin, atleta 19enne iscritta alla gara dei 400 ostacoli.

Per l'Arabia Saudita, il Paese che ha opposto più resistenza alla presenza femminile, saranno infine presenti due donne: Wodjan Ali Seraj Abdulrahim Shahrkhani nel judo (+78 kg) e Sarah Attar nell'atletica (800 metri).

Ma le buone notizie non arrivano solo dai Paesi arabi. Quelle di Londra saranno le Olimpiadi delle donne anche per diversi altri motivi: sarà la prima volta, ad esempio, in cui la delegazione degli Stati Uniti sarà formata per la maggior parte da donne (269 contro 261).

Anche le italiane che partiranno per Londra sono aumentate rispetto alle Olimpiadi di Pechino: dei 291 atleti azzurri, infatti, il 43,5% sono donne (contro il 38% del 2008). Negli ultimi 20 anni il numero delle donne italiane che partecipano ai Giochi è praticamente raddoppiato, così come è cresciuta la cifra delle atlete sposate e delle mamme.

Sono dati importanti, soprattutto se confrontati a quelli del 1996 (ad Atlanta), quando furono ben 26 le Nazioni che non presentarono atlete donne alle Olimpiadi. Sono dati importanti, che dimostrano i passi avanti compiuti negli ultimi anni verso le pari opportunità. Almeno nello sport.

Leggi anche:

>>Olimpiadi, l'Arabia Saudita concede alle donne di partecipare

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