Usa, passo avanti di Obama sul tema delle armi

di Francesca Porta 

A cinque giorni di distanza dalla strage di Denver, il presidente Barack Obama parla della necessità di un maggiore controllo sulle armi

Francesca Porta

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Foto AP/LaPresse

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«Ogni due giorni il numero dei giovani che perdiamo a causa della violenza è quasi pari a quello delle vittime del cinema di Aurora». Sono queste le parole con cui ieri sera, a New Orleans, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha introdotto nella campagna elettorale il tema delle armi.

A cinque giorni di distanza dalla strage di Denver, Obama ha promesso che «continuerà a a lavorare per lottare contro la violenza» dovuta al «possesso indiscriminato di armi». «Lavorerò con i membri di entrambi i partiti» - ha detto il presidente - «con i gruppi religiosi e con le organizzazioni civiche per arrivare a un consenso sulla riduzione della violenza».

L'idea di Obama, già espressa all'indomani della sparatoria al cinema di Aurora, è quella di rendere i controlli imposti a chi acquista armi «più stretti e più completi». Il presidente ha ribadito di non essere contrario al secondo emendamento della Costituzione (che sancisce il diritto al porto d'armi), ma di credere che siano necessari dei cambiamenti.

«Riconosciamo le tradizioni dei proprietari d'armi, passate di generazione in generazione. La caccia e il tiro sportivo fanno parte di un patrimonio nazionale che difendiamo e rispettiamo», ha detto Obama. «Ma penso anche che molti proprietari d'armi sarebbero d'accordo sul fatto che gli AK-47 (fucili d'assalto) siano al loro posto nelle mani dei soldati, non dei criminali. Che siano al loro posto sui campi di battaglia, non nelle strade delle nostre città».

Come, invece, è successo ad Aurora. «Davanti a una tragedia grave come quella» - ha concluso il presidente - «c'è sempre un appello all'azione, si parla di riforme e di nuove leggi. E troppo spesso questi sforzi falliscono a causa della politica e dei gruppi di pressione». In altre parole, a causa delle lobby delle armi.

Quello pronunciato da Barack Obama non è certo un discorso troppo sbilanciato, ma è comunque un primo passo verso il cambiamento. Il regista Michael Moore, da sempre attento al tema, ha accolto con gioia le parole di Obama: «Grazie, signor presidente, per aver ascoltato il popolo americano e messo un dito nella pozza dei sani di mente. Almeno lei ha detto qualcosa».

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