Addio a Gore Vidal,
scrittore del dissenso

di Francesca Porta 

L'enfant terrible della letteratura americana è morto a Los Angeles per le conseguenze di una polmonite. Aveva 86 anni

Francesca Porta

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Gore Vidal - Foto AP/LaPresse

Gore Vidal - Foto AP/LaPresse

Prolifico, elegante, pungente. Sono questi i tre aggettivi usati questa mattina dal New York Times per ricordare lo scrittore e sceneggiatore Gore Vidal, morto a 86 anni nella sua casa di Los Angeles per le conseguenze di una polmonite.

Soprannominato l'enfant terrible della letteratura americana, Vidal diventò celebre in tutti gli Stati Uniti nel 1948, quando aveva solo 22 anni, con la pubblicazione deLa statua di sale. Il romanzo racconta la storia di un giovane della media borghesia americana del Sud, atletico e bello, che si innamora del suo migliore amico.

Il tema dell'omosessualità , trattato apertamente, scandalizzò l'America puritana del dopoguerra. Il giovane Vidal fu molto criticato, ma la cosa non lo scompose più di tanto. Anzi. Per tutta la vità lo scrittore fece sentire la propria voce in merito alla questione dei diritti delle coppie gay (lui stesso era omosessuale).

Dopo il successo de La statua di sale, Vidal cominciò a lavorare come autore televisivo e teatrale, finché nel 1956 venne assunto come sceneggiatore dalla Metro Goldwin & Mayer. Nel 1959 approdò a Roma, a Cinecittà, per collaborare alla sceneggiatura di Ben Hur, diretto da William Wyler.

L'amore per l'Italia fu immediato. Tanto che, insieme al compagno Howard Austen, negli anni Sessanta Vidal si trasferì a Roma e si dedicò allo studio dell'antichità romana. In quel periodo scrisse Giuliano, la biografia di un imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino. Negli anni Settanta si stabilì invece a Ravello, dove rimase fino alla morte del compagno.

La sua produzione di opere è vastissima. Vidal scrisse moltissime sceneggiature (oltre a Ben Hur, vanno ricordate Improvvisamente l'estate scorsa e Dimenticare Palermo), diversi saggi e un ampio numero di romanzi (Washington D.C., Lincoln, Impero, The Smithsonian Institution).

Infine, lo scrittore è noto anche per il suo attivismo politico: nel 1960 si candidò al congresso per il Partito Democratico nello Stato di New York, mentre nel 1982 corse nelle primarie. Condannò apertamente la politica di Ronald Reagan e si espresse più volte in tono critico sull'operato dell'amministrazione Bush (figlio).

La sua voce critica e le sue opinioni taglienti mancheranno molto alla cultura americana. E, un po', anche a tutti noi.

 

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