Siria, il premier diserta e fugge in Giordania

di Francesca Porta 

La tv di Stato annuncia la destituzione del primo ministro. Secondo fonti anti-regime, però, Hijab avrebbe disertato

Francesca Porta

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Foto Getty Images

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Aggiornamento delle ore 14.30:

L'ormai ex premier Riad Hijab ha confermato di aver disertato e di essere fuggito in Giordania con la sua famiglia. «In Siria è in corso un genocidio», ha dichiarato Hijab alla tv Al Jazeera tramite un suo portavoce. «Tutti i ministri siriani del governo vogliono disertare, ma hanno una pistola puntata alla tempia. Come hanno fatto in passato, liquidano le persone e poi dicono che sono stati gruppi di fondamentalisti armati».

L'ex primo ministro ha inoltre annuciato di essersi «unito alle file della rivoluzione» e di averlo voluto fare «sin dal suo inizio». Lo scorso giugno, invece, era stato «costretto» ad accettare la nomina a premier voluta dal presidente Assad. «Non ho avuto scelta» - ha raccontato Hijab - «o accettare l'incarico o essere ucciso».

In precedenza:

Il regime di Bashar Al Assad comincia a perdere pezzi. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, infatti, il premier Riad Hijab sarebbe fuggito in Giordania. La versione ufficiale del governo parla della «rimozione dall'incarico» di Hijab, ma diverse fonti anti-regime sostengono invece che il primo ministro abbia disertato.

Secondo la tv di Stato, il presidente Assad avrebbe già nominato un premier ad interim, Omar Ghalawanji (già ministro delle amminsitrazioni locali), con l'incarico portare a termine gli affari correnti.

Intanto, questa mattina proprio la tv di Stato è stata presa di mira dai ribelli. La sede dell'emittente, in centro a Damasco, è stata colpita da un'esplosione che ha causato almeno tre feriti. Presumibilmente, il bersaglio designato era il ministro dell'informazione Muhammad Az Zoubi.

Il ministro, rimasto illeso, ha accusato Qatar, Arabia Saudita e Israele di essere dietro l'attacco e di offrire sostegno ai ribelli che lottano contro il regime del presidente Assad. «Le trasmissioni non saranno interrotte», ha detto Az Zoubi. «Niente può mettere a tacere la voce del popolo siriano, abbiamo mille posti da cui possiamo trasmettere».

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