Curiosity è arrivata a destinazione. Dopo un
viaggio durato otto mesi e lungo 560
milioni di chilometri, questa mattina alle 7.31 (ora
italiana) la sonda spaziale della Nasa è atterrata su
Marte.
La manovra di atterraggio è stata difficilissima: il rover
laboratorio, infatti, ha dovuto passare da una velocità di 21mila
chilometri orari a poco più di 2000, eseguendo in modo autonomo una
lunga serie di operazioni. Il procedimento è durato circa
sette minuti («sette minuti di terrore», hanno
detto gli esultanti tecnici della Nasa) ed è
andato a buon fine: dopo pochi secondi dall'atterraggio, infatto,
la sonda ha inviato le prime immagini di
Marte.
Curiosity, la sonda più grande e complessa mai inviata nello
spazio, è inoltre riuscita a centrare «la cruna
dell'ago», ovvero il punto del craterre Gale più
interessante e più utile per portare a termine la missione: cercare
tracce di vita passata sul Pianeta Rosso. Ora la sonda rimarrà su
Marte per circa due anni.
«Gli Stati Uniti stanno scrivendo la storia», ha dichiarato il
presidente americano Barack Obama alla notizia
dell'atterraggio. «È un exploit tecnologico senza precedenti».
Ma non ci sono solo gli Stati Uniti su Marte. La sonda
Curiosity, infatti, ha portato sul Pianeta Rosso anche un pezzo
d'Italia: un chip che contiene l'autoritratto di Leonardo
Da Vinci e il Codice del Volo, il testo nel quale Leonardo
descrive il volo degli uccelli e la sua macchina volante,
considerato il fondamento della storia del volo. Chissà che non
porti fortuna.