Alex Schwazer: «Ho sbagliato, la mia carriera è finita»

di Francesca Porta 

L'atleta bolzanino è stato escluso dai Giochi per doping e sarà espulso anche dall'Arma dei Carabinieri

Francesca Porta

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Alex Schwazer - Foto Getty Images

Alex Schwazer - Foto Getty Images

Aggiornamento delle ore 21:

Alex Schwazer, in lacrime, ha parlato della sua esclusione dalle Olimpiadi per doping davanti alle telecamere del Tg1: «L'ultima iniezione l'ho fatta il 29 luglio. Quando è arrivato il controllo il 30, sapevo che era finita. A Pechino ero pulito, il problema sono state le tante batoste subite dopo. Volevo tornare a essere davanti».

Il marciatore ha ribadito di aver fatto tutto da solo, senza nessun aiuto: «Non sono un dottore, ma tramite Internet uno si può informare bene». Secondo la Procura di Padova, che da anni sta conducendo un'inchiesta sul doping dello sport, Schwarz potrebbe far parte della cerchia di atleti che frequentavano l'ambulatorio del medico Michele Ferrari, da tempo iscritto al registro delle indagini per frode sportiva.

Oltre all'esclusione dai Giochi, per l'atleta azzurro questa vicenda potrebbe significare anche il coinvolgimento in un'indagine penale. Il doping, infatti, è un reato (legato appunto alla frode sportiva) punibile anche con la reclusione in carcere.

In precedenza:

«È tutto vero, ho sbagliato io. La mia carriera è finita qui». Sono queste le parole con cui Alex Schwazer ha confermato la notizia della sua esclusione dai Giochi Olimpici di Londra per l'esito avverso di un controllo antidoping.

L'atleta bolzanino, campione a Pechino nella marcia 50 km e fidanzato della pattinatrice Carolina Kostner, è risultato positivo all'Epo (un ormone glicoproteico) in un test effettuato il 30 luglio a Oberstdorf, in Germania. Il controllo è stato effettuato dalla Wada, l'agenzia mondiale antidoping.

«Ho fatto tutto da solo e di testa mia», ha dichiarato Schwazer. «Volevo essere più forte per questa Olimpiade». Sulla vicenda è intervenuto anche il padre dell'atleta, Josef Schwazer: «È stata sicuramente la prima volta che ha fatto uso di queste sostanze. Le responsabilità sono mie, perché se si vede un figlio che durante tutto l'anno è stato male, si deve capire e si deve cercare di parlargli».

Durissima, invece, la reazione dell'allenatore di Schwazer, Michele Didoni: «Non ci sono giustificazioni. A 28 anni non si è più ragazzi, si è uomini». «Alex deve crescere e cambiare vita» - ha detto il tecnico - «Noi del Gruppo sportivo carabinieri siamo molto attenti, non esiste che un carabiniere faccia quello che ha fatto lui. Mi auguro che il mio Corpo prenda provvedimenti». Effettivamente è più che probabile che Schwazer sarà espulso dall'Arma.

«Meglio una medaglia in meno, ma combattere questa situazione», ha dichiarato il presidente della Federazione dell'atletica leggera (Fidal) Franco Arese. «La lotta al doping è rafforzata». Parole simili sono quelle pronunciate dal presidente del Coni Gianni Petrucci: «Non possiamo transigere. Medaglie in meno, ma pulizia in più».

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