Siria, l'allarme Onu: «Crimini contro l'umanità»

di Francesca Porta 

Il rapporto della Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite condanna sia le forze governative sia i ribelli. Ma con alcuni distinguo

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Crimini contro l'umanità. È questo ciò che sta accadendo in Siria da quando, 17 mesi fa, è scoppiata la rivolta contro il regime del presidente Bashar Al Assad. Ad affermarlo è il rapporto finale di una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite coordinata da Paulo Pinheiro, capo degli investigatori sui diritti umani dell'Onu.

La Commissione ha condotto un'indagine sulla situazione siriana effettuando interviste sul campo e a Ginevra con rifugiati siriani fuggiti dalle violenze. In tutto sono state sentite oltre mille persone nel tentativo di ricostruire quanto accaduto nel periodo compreso tra il 15 febbraio e il 20 luglio.

«Il governo siriano e le milizie fedeli al regime Shabiha, ma anche i ribelli sono responsabili di crimini contro l'umanità », si legge nel rapporto conclusivo dell'indagine dell'Onu. Le colpe, dunque, sono da entrambe le parti. Ma con delle distinzioni. Le Nazioni Unite, infatti, ritengono che le responsabilità dei ribelli non raggiungano «la gravità, la frequenza e l'intensità» di quelle dell'esercito di Assad.

«La Commissione ha trovato fondati motivi per ritenere che le forze governative abbiano commesso omicidi, torture e gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, inclusi omicidi illegali, arresti e detenzioni arbitrari, violenze sessuali, attacchi indiscriminati, saccheggi e distruzione di proprietà».

Le conclusioni dell'indagine Onu arrivano in contemporanea alla decisione dei Paesi musulmani di sospendere la Siria dall'Organizzazione per la Cooperazione Islamica (Oci). Dopo essersi riuniti in un vertice straordinario a La Mecca, infatti, i rappresentanti di 57 stati musulmani (arabi, africani e asiatici) hanno concordato sulla «necessità di fermare immediatamente gli atti di violenza in Siria».

Si tratta di un messaggio forte rivolto dal mondo musulmano al regime siriano. «Questo mondo» - ha dichiarato il segretario generale dell'Oci Ekmeleddin Ihsanoglu - «non può più accettare un regime che massacra il suo popolo utilizzando aerei, carri armati e artiglieria pesante».

La sospensione della Siria dall'Oci è stata approvata da tutti i Paesi membri a eccezione dell'Iran, solido alleato del regime di Assad.

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