Birmania, abolita la censura preventiva sui media

di Francesca Porta 

Nuovo segnale di apertura del governo di Rangoon: da oggi gli articoli non dovranno più passare al vaglio del regime prima di essere pubblicati

Francesca Porta

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Aung San Suu Kyi in Parlamento - Foto Getty Images

Aung San Suu Kyi in Parlamento - Foto Getty Images

«La censura su tutte le pubblicazioni locali è revocata a partire dal 20 agosto 2012». L'annuncio è di quelli che passano alla storia. Dopo mezzo secolo di severe restrizioni (introdotte nel 1962 dalla giunta golpista del generale U Ne Win), finalmente in Birmania è stata abolita la censura preventiva.

Secondo quanto comunicato ufficialmente dal ministero dell'Informazione birmano, a partire da oggi i giornalisti non dovranno più far passare i loro articoli al vaglio del regime perima della pubblicazione.

Con questa decisione, il governo del generale a riposo Thein Sein compie un passo fondamentale verso la libertà di stampa e aggiunge un nuovo tassello al percorso di riforme sui diritti civili.

Il primo e più importante segnale di apertura del governo di Rangoon era stata la scarcerazione della leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi (ora eletta in Parlamento) e di centinaia di altri prigionieri politici. Adesso, con l'abolizione della censura preventiva, siamo di fronte a una nuova svolta.

Leggi anche:

>>Birmania, l'elezione di Aung San Suu Kyi

 

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