Addio a Neil Armstrong,
il primo uomo sulla Luna

di Francesca Porta 

Il celebre astronauta è morto ieri dopo un fallito intervento di quadruplo bypass coronarico. Aveva 82 anni

Francesca Porta

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Il 20 luglio del 1969 il mondo si è fermato per assistere a una delle imprese più straordinarie compiute dall'uomo: lo sbarco sulla Luna. Dai televisori di tutto il pianeta, miliardi di persone hanno guardato l'Eagle posarsi sul suolo lunare. Quello è stato il giorno in cui l'uomo, dopo tanti tentativi falliti, ha fatto i suoi primi passi sulla Luna.

Oggi, a distanza di oltre quarant'anni, il mondo si è fermato ancora. Questa volta, però, per piangere la scomparsa dell'uomo che ha compiuto quei primi, piccoli passi: Neil Armstrong. L'astronauta americano, 82 anni appena compiuti, è morto sabato 25 agosto in un ospedale di Cincinnati (Ohio) dopo un complesso intervento di quadruplo bypass coronarico.

Nato nel 1930 in Ohio, Armstrong ha frequentato la Purdue University e si è laureato in ingegneria aeronautica nel 1955. Ha combattuto come pilota di jet miliare nella guerra di Corea e poi ha lavorato come pilota civile per molti anni. Nel 1962, dopo aver testato l'X-15 per la Nasa, è stato chiamato come astronauta.

La sua prima missione è stata la Gemini 8, nella quale per la prima volta sono stati agganciati due oggetti orbitanti; era il 1966. Nel 1968, poi, Armstrong ha comandato l'equipaggio di riserva dell'Apollo 8. Sempre quell'anno, l'astronauta è scampato alla morte in un incidente durante un'esercitazione con il simulatore volante LLRV (Lunar Landing Research Vehicle).

Nel 1969, Neil Armstrong ha comandato la missione di allunaggio Apollo 11. Pilotando il modulo lunare Eagle manualmente, l'astronauta è atterrato sul satellite della Terra il 20 luglio del 1969. Poche ore dopo, alle 2.56 del 21 luglio, Armstrong è sceso dall'Eagle ed è entrato nella storia come il primo uomo che ha messo piede (il sinistro) sulla Luna.

Le sue prime parole, ascoltate da miliardi di persone in tutto il mondo, sono state: «That's one small step for man, one giant leap for mankind». Ovvero: «Questo è un piccolo passo per l'uomo, un grande salto per l'umanità». Parole che sono entrate nella storia e che sono destinate a restarci in eterno.

Dopo i primi, timidi passi, quel giorno Armstrong è restato sulla Luna circa tre ore. lnsieme al collega Edwin "Buzz" Aldrin, ha piantato la bandiera degli Stati Uniti d'America sul suolo del satellite. Al suo ritorno sulla Terra, è stato accolto con applausi, onorificenze e gloria.

Ma Armstrong era un uomo umile e schivo. La notorietà e la fama non facevano per lui, e così l'astronauta più celebre del mondo ha trascorso il resto della vita lontano dai riflettori, insegnando alla facoltà di ingegneria dell'Università di Cincinnati, in Ohio.

«Se ne va uno dei più grandi eroi americani, non solo del suo tempo, ma di sempre », ha dichiarato il presidente Usa Barack Obama. «Lui e il suo equipaggio dimostrarono che niente è impossibile».

DA STYLE.IT

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