Romney sfida Obama: «È tempo di voltare pagina»

di Francesca Porta 

Mitt Romney ha accettato ufficialmente la candidatura repubblicana per la corsa alla Casa Bianca. Alla convention di Tampa presente anche Clint Eastwood

Francesca Porta

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«Obama ha fallito. È tempo di voltare pagina». Nel discorso di chiusura della convention repubblicana a Tampa, Mitt Romney non si perde in giri di parole. Va dritto al punto. «Quattro anni fa mi augurai che Barack Obama riuscisse nella sua sfida, perché amo l'America. Oggi dico: le sue politiche sono fallite, dobbiamo metterci dietro le spalle quattro anni di delusione. È il momento di riprenderci la promessa dell'America».

Come fare? Secondo Romney, che ieri ha ufficialmente accettato la candidatura repubblicana per la corsa alla Casa Bianca, la ricetta per ricostruire il sogno americano parte dalla creazione di nuovi posti di lavoro. Il candidato del partito dell'elefantino ne promette ben 12 milioni. A seguire, il programma repubblicano prevede l'indipendenza petrolifera, sgravi fiscali per le imprese, scuole migliori, l'abrogazione della riforma sanitaria di Obama. E, infine, il pareggio di bilancio.

In pratica, dice Romney, «Obama prometteva di fermare l'avanzata degli oceani, io prometto di aiutare le vostre famiglie». Il discorso è chiaro e così terrenamente pratico da allettare l'elettorato americano. Lo dicono i sondaggi, che mostrano una forbice molto stretta tra i due candidati (Obama 49% - Romney 47%), e lo dice l'atmosfera di delusione che circonda l'attuale presidente.

D'altra parte, non va dimenticato, Mitt Romney non è ben visto a causa della sua storia di spietato businessman e dei presunti conti correnti nascosti in vari paradisi fiscali. Il candidato, però, ha tentato di rivoltare la frittata, trasformando le sue capacità di finanziere e la sua ricchezza in un vanto.

«In America noi celebriamo il successo, non ce ne vergognamo», ha detto a Tampa. «Obama non ha mai avuto esperienze nell'economia reale, non ha mai gestito un business in vita sua, è arrivato impreparato alla sua missione. Se vincerà aumenterà le tasse e ci impoverirà ancora di più».

Il discorso di Romney è stato a lungo applaudito. Dalla moglie Ann (che nei giorni scorsi ha parlato solo di amore e di famiglia), dal candidato vice Paul Ryan, da Jeb Bush (fratello di George) e dall'ex Segretario di Stato Condoleeza Rice. Ma colui che è riuscito davvero a scaldare la folla repubblicana è stato un personaggio inaspettato, arrivato a sorpresa: Clint Eastwood.

Tra siparietti e retorica, il celebre regista e attore ha sostenuto la necessità di una svolta: «Obama, stai diventatno peggio del tuo vice Biden», ha detto in un colloquio immaginario con l'attuale presidente. «È ora di cambiare». A Tampa, sembravano pensarlo tutti. Ma nel resto degli Stati Uniti? È ancora troppo presto per dirlo.

 

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