Asino vs elefante: cosa significano i simboli dei partiti americani

di Francesca Porta 

Le elezioni Usa sono ormai alle porte, ma sono ancora molti gli aspetti che non conosciamo del voto americano: perché, ad esempio, i democratici sono asinelli e i repubblicani elefanti?

Francesca Porta

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Foto Getty Images

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Un asino contro un elefante. Detta così, potrebbe sembrare una battaglia troppo assurda anche per le favole di Edipo. Eppure, pensateci bene, in realtà questi due animali si affrontano ogni due anni. Ogni volta, ovvero, che i cittadini americani sono chiamati a votare per scegliere il presidente o per eleggere deputati e senatori.

L'asino, infatti, è tradizionalmente il simbolo del Partito Democratico, mentre il Partito Repubblicano ha adottato ufficialmente l'immagine dell'elefante già molti anni fa. Ma da dove arrivano questi simboli? Come sono nati? E cosa significano?

Cronologicamente, il primo a nascere è stato l'asinello. Era infatti il 1828 quando il candidato democratico Andrew Jackson fu apostrofato con la parola «somaro» dagli avversari politici. Il futuro presidente, che aveva uno spiccato senso dell'umorismo, decise di rispondere alla provocazione facendo stampare un ciuchino su tutti i suoi manifesti elettorali. L'immagine fu più volte ricordata durante i suoi otto anni alla Casa Bianca, soprattutto per indicare il carattere cocciuto del presidente Jackson, ma poi fu gradualmente dimenticata.

Nel 1870, però, il disegnatore Thomas Nast riportò in auge il simbolo quando utilizzò un asinello per rappresentare il Partito Democratico in una delle sue vignette, pubblicate su Harper's Weekly. Da quel momento l'asino fu universalmente utilizzato per rappresentare il partito per cui oggi corre Barack Obama. I democratici difendono il ciuchino come simbolo dell'umiltà e dell'intelligenza del partito.

L'elefante repubblicano, invece, nacque qualche anno dopo, nel 1874, sempre grazie alla penna di Thomas Nast. Il disegnatore era rimasto colpito dalla notizia, poi rivelatasi falsa, della fuga di alcuni animali dallo zoo di New York e aveva deciso di utilizzare quella metafora per parlare della paura diffusa sull'eccessivo dispotismo del presidente repubblicano Ulysses Grant. Nast disegnò dunque una vignetta con diversi animali in fuga terrorizzati, rappresentando l'elettorato repubblicano come un elefante.

Il pachiderma fu disegnato di nuovo da Nast dopo le elezioni di mid-term, nelle quali i repubblicani ottennero pessimi risultati: nella vignetta l'elefante era rinchiuso in una gabbia. Il simbolo fu ripreso da molti altri vignettisti e ben presto divenne il simbolo ufficiale dei repubblicani che ne esaltano la dignità, la forza e l'intelligenza.

Tra poco più di un mese, l'asino (di Barack Obama) e l'elefante (di Mitt Romney) torneranno a scontrarsi. Chi avrà la meglio? È ancora troppo presto per dirlo. Quel che è certo è che la partita non si giocherà (se non metaforicamente) allo zoo.

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