Libia, il Pentagono invia due navi da guerra

di Francesca Porta 

Dopo l'assalto al consolato Usa in cui è rimasto ucciso l'ambasciatore Chris Stevens, il presidente Barack Obama ha deciso di inviare navi e droni a scopo preventivo

Francesca Porta

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La nave Uss McFault -  Foto Getty Images

La nave Uss McFault -  Foto Getty Images

Aggiornamento delle ore 18:

Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha definito il film su Maometto che ha dato origine alle proteste «disgustoso e deplorevole», sottolineando l'estraneità degli Stati Uniti alla realizzazione della pellicola.

In precedenza:

«Fare giustizia». È questo il principale obiettivo del presidente degli Stati Uniti Barack Obama dopo l'attacco al consolato americano di Bengasi (Libia) nel quale hanno perso la vita l'ambasciatore Chris Stevens, due marines e un agente dei servizi segreti.

Le prime indagini sull'assalto, che inizialmente sembrava nato in seno alle proteste contro un film su Maometto prodotto da un gruppo di egiziani copti residenti negli Usa, farebbero pensare a un attacco pianificato in anticipo da Al Qaeda.

Il film, che in Egitto continua a causare molti disordini, in Libia sarebbe dunque stato solo un diversivo. In realtà Al Qaeda avrebbe progettato l'attentato per vendicare il numero due dell'organizzazione, Abbu Yaya Al Libi, ucciso alcuni mesi fa.

Dopo un momento dedicato al dolore e al lutto, ieri sera il presidente Barack Obama ha preso le prime, importanti decisioni. In primo luogo ha ordinato l'evacuazione di tutto il personale diplomatico presente in Libia: resterà solo un'unità di emergenza all'ambasciata di Tripoli. In secondo luogo ha annunciato l'invio di 200 marines delle forze antiterrorismo e l'utilizzo di droni che avrebbero il compito di sorvolare la Libia in cerca di campi jihadisti.

Infine, il Pentagono ha deciso di avvicinare due navi militari americane alle coste della Libia a scopo preventivo. Si tratta di due destroyer, la Uss Laboon e la Uss McFaul, che per ora non avrebbero nessuna missione specifica. Dovrebbero solo avvicinarsi alla Libia in attesa di eventuali ordini del presidente.

Intanto, decine di manifestanti sono tornati ad assediare l'ambasciata Usa del Cairo, in Egitto, e il consolato di Sanaa, in Yemen. La folla urla slogan di protesta contro il film anti-Islam prodotto negli Usa.

Leggi anche:

>>Libia, assalto al consolato Usa. Ucciso l'ambasciatore Chris Stevens

 

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