Vignette satiriche su Maometto, la Francia blinda le ambasciate

di Francesca Porta 

Il settimanale satirico Charlie Hebdo ha pubblicato due vignette su Maometto. Per timore di rappresaglie, la Francia ha fermato le attività di scuole e sedi diplomatiche

Francesca Porta

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Il direttore di Charlie Hebdo parla con i giornalisti nel giorno
della pubblicazione del numero con le vignette di Maometto - Foto
Getty Images

Il direttore di Charlie Hebdo parla con i giornalisti nel giorno della pubblicazione del numero con le vignette di Maometto - Foto Getty Images

Dopo il film anti-Islam prodotto negli Stati Uniti, un nuovo caso destinato a sconvolgere il mondo arabo è scoppiato oggi in Francia. Questa mattina, infatti, il settimanale Charlie Hebdo ha pubblicato alcune vignette satiriche su Maometto.

In copertina è raffigurato un ebreo ortodosso che spinge una sedia a rotelle sulla quale è seduto un uomo in turbante: il titolo, riferito a un celebre film francese, è «Gli intoccabili 2». Sulla controcopertina, invece, è raffigurato Maometto nudo mentre è intento a mostrare il sedere a un regista: la scena è ispirata a un film del 1963 con Brigitte Bardot.

La pubblicazione delle vignette ha immediatamente suscitato delle reazioni. Secondo quanto dichiarato da Zineb El Rhazoui, redattrice di Charlie Hebdo, in redazione sarebbero arrivate «minacce e intimidazioni». Già da questa mattina, inoltre, è impossibile visitare il sito internet della rivista, perché piratato.

Il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha annunciato «precauzioni particolari di sicurezza» per proteggere le ambasciate francesi da eventuali attacchi e proteste, mentre sul sito del ministero si raccomanda ai viaggiatori di «fare prova della più grande vigilanza» a causa degli «attuali disordini nelle aree musulmane». In via precauzionale, oggi sono state sospese le attività nelle scuole e nelle sedi diplomatiche.

Per lo stesso motivo, il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault ha che «sarà opposto un divieto» alla richiesta di autorizzazione per una manifestazione a Parigi contro il film anti-Islam. «Non c'è motivo che si lascino entrare nel nostro Paese conflitti che non riguardano la Francia», ha detto il premier.

«Siamo una Repubblica che non ha intenzione di farsi intimidire», ha continuato Ayrault. «La Francia è un Paese in cui è garantita la libertà di espressione, compresa la libertà di satira. Se qualcuno si sente offeso dalle caricature, può rivolgersi al tribunale».

Leggi anche:

>>Film anti-Islam, proteste in tutto il mondo arabo

 

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