Valanga sull'Himalaya, si cercano i dispersi

di Francesca Porta 

Nella notte tra sabato 22 e domenica 23 settembre, un gruppo di alpinisti è stato travolto da una slavina sul monte Manaslu. Tra le vittime anche Alberto Magliano

Francesca Porta

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L'alpinista Alberto Magliano - Foto LaPresse

L'alpinista Alberto Magliano - Foto LaPresse

È di almeno 13 morti il bilancio della valanga che nella notte tra sabato 22 e domenica 23 settembre ha travolto un gruppo di 35 alpinisti sull'Himalaya, in Nepal. Gli scalatori, tutti esperti, stavano dormendo in un accampamento a 7400 metri sul monte Manaslu, l'ottava vetta più alta del mondo, quando sono stati sorpresi dalla slavina.

Formatasi a causa del clima particolarmente caldo della giornata, la valanga ha travolto le tende degli alpinisti, trascinandole per diverse centinaia di metri e seppellendone alcune. Secondo le prime stime, la slavina ha ucciso tredici persone: sette francesi, 2 spagnoli, un nepalese, un tedesco e l'italiano Alberto Magliano.

L'alpinista triestino, 67 anni, era un dirigente d'azienda che scopri la passione per la montagna intorno ai 36 anni. Da dilettante diventò presto un professionista stimato: nel 1998 raggiunse la vetta dell'Aconcagua, nel 2002 scalò l'Everest e nel 2003 riuscì nell'impresa di conquistare le Seven Summits (solo un altro italiano ci riuscì: Reinhold Messner).

I primi a comprendere che Magliano non era sopravvissuto alla slavina sono stati gli altri tre membri italiani della spedizione: Silvio Mondinelli, Christian Gobbi e Marco Confortola. «Noi siamo stati fortunati perché, dopo averci trascinato giù per 200 metri, la valanga ci ha buttato fuori», ha dichiarato Mondinelli.

«Purtroppo tante tende sono rimaste sotto, come quella di Alberto. Forse la sua era più pesante della nostra, dato che conteneva anche delle bombole di ossigeno. Il peso potrebbe averle impedito di saltar fuori dalla slavina».

Mentre l'Italia piange la scomparsa di Magliano, sul monte Manaslu i soccorsi continuano a cercare i dispersi, nella speranza di trovare ancora qualche superstite.

 

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