Arabia Saudita, Ikea cancella le donne dal catalogo

di Francesca Porta 

Il libretto, solitamente identico in tutto il mondo, è stato modificato dall'azienda per la diffusione in Arabia Saudita: dalle fotografie sono state eliminate le donne

Francesca Porta

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A sx la versione del catalogo Ikea diffusa in tutto il mondo, a
dx quella pubblicata in Arabia Saudita - Foto LaPresse

A sx la versione del catalogo Ikea diffusa in tutto il mondo, a dx quella pubblicata in Arabia Saudita - Foto LaPresse

Una bufera di polemiche si è abbattuta in questi giorni sull'Ikea. Il colosso svedese dell'arredamento è stato fortemente criticato per aver diffuso in Arabia Saudita un catalogo "diverso" da quello pubblicato nel resto del mondo. Più precisamente, un catalogo senza donne.

Dal libretto, solitamente identico ovunque se non per l'aspetto linguistico, sono state infatti cancellate tutte le figure femminili. Così un'immagine in cui un bimbo e la madre si stanno lavando i denti di fronte al lavandino, in Arabia Saudita è diventata la fotografia di un bambino che si sta lavando i denti da solo. E l'immagine di una donna che sistema i cuscini di un letto, in Arabia Saudita si è trasformata nella fotografia di un letto con dei cuscini.

Le donne, insomma, sono sparite. Il motivo? Evitare di urtare la sensibilità del pubblico dell'Arabia Saudita, un Paese notoriarmente poco aperto in tema di emancipazione femminile. Le donne saudite, infatti, sono obbligate a velarsi da capo a piedi, non possono uscire di casa senza essere accompagnate da un uomo e non possono guidare.

L'autocensura decisa dall'azienda ha fatto infuriare molte donne saudite e gran parte dell'opinione pubblica svedese. «Non si possono rimuovere le donne dalla realtà », ha dichiarato il ministro per il Commercio Ewa Bjorling, mentre il ministro degli Affari Europei Birgitta Ohlsson ha parlato di «atteggiamento medievale».

Gedda Reem Assad, docente di Economia all'università saudita di Al Hikma, ha definito l'accaduto «inaccettabile». «Non avevano nessun bisogno di fare una cosa simile per fare affari in Arabia Saudita» - ha detto la professoressa al quotidiano Repubblica - «Ikea si è piegata per sciovinismo e ci delude molto: l'80% dei suoi clienti in Arabia Saudita sono donne».

Pressata dalle critiche, l'azienda è stata costretta a scusarsi. «Avremmo dovuto reagire prima a un comportamento che è in contrasto con i nostri valori», ha dichiarato la portavoce Ylva Magnusson. «Ci scusiamo».

DA STYLE.IT

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