Romney batte Obama nel primo dibattito tv

di Francesca Porta 

Secondo il 67% degli spettatori americani, nel primo duello tv il candidato repubblicano è stato più convincente del presidente democratico

Francesca Porta

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Educato, sobrio, realista. Umile. Sono questi gli aggettivi che vengono in mente guardando Barack Obama discutere con Mitt Romney durante il primo dei tre dibattiti televisivi che precedono le elezioni del 6 novembre. Aggettivi positivi, certo, ma che forse non rispondono alle aspettative presidenziali degli elettori statunitensi.

Secondo quanto rilevato da un sondaggio della Cnn, infatti, il 67% degli spettatori americani ritiene che nel duello tv tenutosi ieri a Denver, in Colorado, il candidato repubblicano Mitt Romney abbia battuto il presidente democratico uscente. Solo il 25% crede che abbia prevalso Obama.

Questo, probabilmente, perché Mitt Romney è apparso più sicuro di sé, più spavaldo, più convinto. E dunque più convincente. «Dopo quattro anni di Obama l'America è più debole», ha attaccato il candidato repubblicano. «Il presidente afferma che vuole ridurre il deficit, ma intanto lo ha raddoppiato. Ha creato tanto indebitamento quasi come tutti gli altri presidenti messi insieme».

«Se è questo che volete, rieleggetelo. Io vi indico una strada diversa, perché amo il mio Paese e conosco la ricetta per far ripartire l'occupazione. E per far ripartire l'America», ha continuato Romney ricordando il suo piano in 5 punti: indipendenza energetica, raddoppio scambi commerciali, linea dura con la Cina, bilancio in equilibrio e appoggio alle piccole e medie imprese.

Obama, dopo aver fatto pubblicamente gli auguri alla moglie Michelle per il loro 20esimo anniversario di matrimonio, ha replicato: «Ho ereditato un debito eccessivo, ho assunto la guida del Paese nella più grave crisi degli ultimi 70 anni, ma dall'inizio del mio mandato sono stati creati 4 milioni di posti di lavoro. Abbiamo fatto tanto, ma tanto c'è ancora da fare».

La scelta che gli americani stanno per fare, ha detto il presidente, riguarda «dove vogliamo andare, in che tipo di nazione vogliamo vivere. Il governatore Romney vuole ridurre le tasse sui ricchi, io voglio investire nell'istruzione, sto concludendo due guerre che ho ereditato, per orientare le nostre risorse verso la ricostruzione dell'America».

Alla frase «Romney vuole ridurre le tasse sui ricchi», il candidato repubblicano ha lanciato a Obama la stoccata più dolorosa. «Il presidente travisa tutte le mie proposte», ha detto. «Non voglio ridurre le tasse sui ricchi, il mio piano consiste nel ridurre le deduzioni sui privilegiati per poter abbassare il prelievo sul ceto medio».

Il ceto medio, appunto, è l'elettorato da conquistare. Non arriva a caso, dunque, questa virata di Mitt Romney verso una posizione più centrista e moderata di quelle sostenute nei suoi comizi. Ma Obama, che qui avrebbe potuto mettere in difficoltà l'avversario, non ha ricordato la frase infelice che Romney pronunciò qualche settimana fa sul «47% degli americani che si sentono vittime, non pagano le tasse e si aspettano aiuto dallo Stato». Qualcuno l'ha interpretato come un gesto di eleganza presidenziale, altri come un segno di debolezza oratoria.

È ancora presto per dire se la vittoria di Romney nel duello tv si tradurrà anche in un cambiamento a suo favore dei sondaggi che per ora vedono in testa Barack Obama. Certo è che, prima di dover decidere, gli elettori statunitensi avranno ancora due appuntamenti importanti da seguire: il dibattito del 16 e quello del 22 ottobre. E chissà che Obama non si sia tenuto da parte le armi più spuntate per il gran finale.

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