La Turchia reagisce e bombarda la Siria

di Francesca Porta 

Dopo la morte di una famiglia turca colpita dall'artiglieria siriana, il governo di Erdogan ha deciso di rispondere con il fuoco

Francesca Porta

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Foto Getty Images

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È un vento di guerra quello che soffia in queste ultime ore al confine tra Siria e Turchia. Tra i due Paesi, un tempo amici (il premier turco Erdogan e il presidente siriano Assad trascorrevano insieme le vacanze), non scorre buon sangue da quando Bashar Al Assad ha iniziato a reprimere con la violenza la rivolta popolare. Ma, nonostante la tensione molto alta, mai si era arrivati a un'azione militare.

Questa volta, invece, la Turchia si è fatta sentire. Ieri mattina, infatti, dal territorio siriano sono stati sparati alcuni colpi di mortaio che sono caduti oltre confine, nella cittadina turca di Akcakale, uccidendo cinque persone (una madre e i suoi quattro figli) e ferendone oltre una decina.

La strage della famiglia innocente ha provocato una dura reazione della Turchia: nella notte l'artiglieria di Ankara ha bombardato alcuni obiettivi militari in Siria. Nell'attacco sono rimasti uccisi cinque militari. All'alba, un nuovo bombardamento ha colpito il distretto di Tel Abyas, dal quale si pensano siano partiti i colpi di mortaio siriani.

A questo punto, sostiene l'agenzia Reuters, il governo di Erdogan ritiene che la crisi siriana sia diventata una minaccia per la sicurezza del Paese. Il Parlamento, riunito questa mattina, ha autorizzato per un anno possibili operazioni militari turche in Siria.

Piena solidarietà alla Turchia è stata espressa dai Paesi della Nato, confrontatisi questa notte in una riunione di emergenza. Anche l'Onu, per bocca del segretario generale Ban Ki-Moon, ha ammonito la Siria a rispettare i Paesi vicini.

«Fino a ora si è rimasti nell'ambito dell'articolo 4 sul piano della concertazione politica fra i Paesi dell'Alleanza» - ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, ribadendo la solidarietà ad Ankara - «ma anche nel Consiglio Nato di questa notte è stato riaffermato il principio della indivisibilità della sicurezza, al quale i membri dell'Alleanza tengono molto».

Intanto, il regime siriano ha promesso l'apertura di un'indagine sulle cause dell'incidente e ha rivolto le proprie condoglianze al popolo turco per le vittime causate. «La Siria rispetta la sovranità dei Paesi vicini» - ha dichiarato il ministro dell'Informazione Omran Zoabi - «e chiede a Stati e governi di agire con saggezza e razionalità». Basterà a placare l'ira della Turchia?

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