Elezioni Usa: perché si vota di martedì?

di Francesca Porta 

È dal 1845 che negli Stati Uniti le elezioni si svolgono il martedì dopo il primo lunedì di novembre. Ecco perché...

Francesca Porta

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Foto Corbis Images

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È tempo di votare. Dopo una campagna elettorale lunga e combattuta, è finalmente arrivato l'Election Day: il 6 novembre milioni di cittadini americani si recheranno ai seggi per decidere chi - tra il democratico Barack Obama e il repubblicano Mitt Romney - sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Più che di Election Day, in realtà, in America sarebbe più corretto parlare di Election Tuesday (martedì). Come sempre, infatti, le elezioni presidenziali si svolgeranno di martedì. In particolare, il martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre. Ma perché negli Stati Uniti si vota sempre di martedì?

La spiegazione ha origini antiche. Subito dopo la guerra d'indipendenza, nel 1787, i rappresentanti delle 13 colonie americane si riunirono a Philadelphia per costruire la Stato federale e organizzare le prime elezioni democratiche. Nella confusione del post-rivoluzione, però, non diedero nessuna indicazione sulla data delle elezioni: ogni stato decise da sè e per sè. Il risultato? Un caos elettorale durato intere settimane.

Caos che, ovviamente, si ripropose sempre identico ogni quattro anni, causando un vasto dispendio di tempo e di soldi. Questo fino al 1845. In quell'anno, il Congresso decise finalmente di regolamentare le elezioni decidendo una data nella quale tutti gli Stati si sarebbero recati ai seggi elettorali. Quale giorno scegliere?

Di certo non il lunedì. Per recarsi al proprio seggio, infatti, moltissimi americani dovevano affrontare un giorno di viaggio in carrozza ed era impensabile costringerli a mettersi in strada la domenica, giorno dedicato alle cerimonie religiose. Lo stesso valeva per il sabato, giornata dedicata al riposo dal lavoro.

Il mercoledì, poi, era fuori discussione. In quegli anni, infatti, il mercoledì era giorno di mercato. I contadini si spostavano in città con tutti i loro prodotti da vendere e la giornata era interamente dedicata all'attività commerciale. Furono poi esclusi anche il giovedì e il venerdì, sempre con motivazioni legate al ritmo del lavoro nei campi.

Il congresso scelse dunque il martedì. Decise poi per il mese di novembre, mese in cui le condizioni metereologiche erano solitamente adatte al viaggio (nè troppo caldo nè troppo freddo) e in cui i contadini non erano particolarmente impegnati in attività di semina o raccolto. Inizialmente si pensò al primo martedì del mese, ma poi si finì per scegliere il martedì dopo il primo lunedì di novembre per evitare di far cadere le elezioni nella festività religiosa di Ognissanti.

Allora, certo, la scelta aveva un senso. Oggi, invece, sono in molti a lamentarsi della scomodità del martedì: recarsi alle urne in un giorno lavorativo, in mezzo alla settimana, non è affatto agevole. L'infelicità del giorno potrebbe anche spiegare l'alto tasso di astensione che si è sempre registrato nelle elezioni statunitensi. Fino a oggi, però, tutte le campagne e le iniziative a favore del voto nel week end sono sempre cadute nel nulla.

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