Obama rieletto presidente: «Per noi il meglio deve ancora venire»

di Francesca Porta 

L'America ha scelto di dare ancora fiducia al presidente democratico Barack Obama. Romney ammette la sconfitta: «Prego che il presidente abbia successo»

Francesca Porta

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L'America ha scelto Barack Obama. Di nuovo. A quattro anni di distanza dalle elezioni del 2008, il sogno americano incarnato dal presidente nero e democratico è ancora vivo. È vivo nonostante una delle crisi economiche più pesanti che il mondo abbia mai attraversato, nonostante la disoccupazione in crescita, nonostante una riforma sanitaria poco gradita. È ancora vivo, nonostante tutto.

A dirlo sono i numeri: dopo una campagna elettorale lunga e combattuta, ieri circa il 50% degli elettori statunitensi ha confermato la sua fiducia in Barack Obama. Ha deciso di concedere al presidente i four more years (quattro anni ancora) che lui chiedeva per «portare a termine quanto iniziato».

La notte elettorale è stata lunga, tanti gli indecisi. In una corsa che già si annunciava come un testa a testa, il candidato repubblicano Mitt Romney è riuscito a conquistare quasi il 49% dei voti. Nel suo quartier generale, a Boston, ci hanno sperato fino alla fine. Intorno alle cinque del mattino (ora italiana), però, Romney ha dovuto ammettere la sconfitta: Obama ha ottenuto 303 voti elettorali, lui 206. La gara era conclusa.

«Questo è tempo di grandi sfide per l'America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese», ha dichiarato Mitt Romney dopo aver ringraziato la sua famiglia e tutti i suoi sostenitori. «Adesso democratici e repubblicani devono lavorare insieme per il bene degli Stati Uniti».

Nell'altro quartier generale, quello di Chicago, è festa. Barack Obama posta su Twitter una foto nella quale abbraccia la moglie Michelle e scrive: «Voi lo avete reso possibile. Grazie». Poi saltella sul palco insieme a tutta la famiglia e si commuove: «Michelle non ti ho mai amato di più, non sono mai stato più orgoglioso di quanto l'America ti ami. Sasha e Malia, state diventando delle donne bellissime, come vostra madre».

«Stanotte, a oltre 200 anni di distanza dal giorno in cui una colonia ha deciso di prendere in mano il proprio destino, continua il compito di rendere sempre più perfetta la nostra unione. Siamo una famiglia americana», ha poi dichiarato il presidente Obama. «Stanotte ci avete ricordato che il nostro è un compito duro. Ma il meglio per gli Stati Uniti deve ancora venire».

«Vi ho ascoltati, ho capito i vostri problemi, tornerò alla Casa Bianca più ispirato e determinato che mai», ha assicurato Obama. E poi ha aggiunto, con il fair play che da sempre caratterizza la politica americana: «Vi invito ad applaudire l'impegno della famiglia Romney. Cercherò di incontrare Mitt per parlare di come migliorare questo nostro Paese».

Un Paese, auspica il presidente rieletto, «in cui tutti possano avere accesso alle migliori scuole, che sia leader nella tecnologia». Un Paese che «non sia sopraffatto dal debito e dalla diseguaglianza e non sopraffatto da un'ambiente danneggiato. Vogliamo una Nazione difesa dalle migliore truppe militari del mondo. Vogliamo dare ai nostri figli un'America sicura. Crediamo in un'America generosa, compassionevole e tollerante». Eccolo qui, ancora, il sogno americano.

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