Caso Petraeus, tutta la storia dello scandalo

di Francesca Porta 

Venerdì 15 novembre l'ex capo della Cia dovrà parlare di fronte al Congresso Usa in merito all'attacco dell'11 settembre all'ambasciata americana a Bengasi. Ricapitoliamo dall'inizio la vicenda che ha portato alle sue dimissioni...

Francesca Porta

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Ci sono volte in cui la realtà supera la fantasia. Lo scandalo scoppiato negli Stati Uniti attorno all'ex capo della Cia David Petraeus è certamente una di queste. Tra relazioni extraconiugali, spionaggio e minacce, la vicenda è così tremendamente intricata e misteriosa da sembrare un film hollywoodiano.

I protagonisti sono tre: il generale David Petraeus, 60 anni, che fino alla scorsa settimana ha ricoperto il ruolo di direttore della Cia e che negli anni precedenti è stato a capo della missione militare in Iraq e della missione Isaf in Afghanistan; Paula Broadwell, 40 anni, biografa e amante del generale; Jill Kelley, 37 anni, console onorario della Corea del Sud nonché presunta (ulteriore) amante di Petreaus.

Paula Broadwell ha conosciuto Petraeus nel 2006 per motivi di studio: la donna stava infatti scrivendo una tesi di dottorato proprio sulla carriera del generale. Alcuni anni dopo, nel 2010, la Broadwell ha deciso di riprendere in mano la tesi e di ampliarla in modo da trasformarla in una biografia di Petraeus (poi intitolata All In). In quell'anno il generale si trovava in Afghanistan a capo della missione Isaf, e la Broadwell fece diversi viaggi per incontrarlo e intervistarlo.

Nel 2011, quando Petreaus ha lasciato l'esercito ed è tornato negli Stati Uniti per accettare l'incarico di direttore della Cia, tra lui e la Broadwell è nata una relazione sentimentale. Essendo entrambi sposati, hanno fatto di tutto per mantenere il rapporto segreto. Per comunicare tra loro senza lasciare tracce, i due hanno utilizzato a lungo un metodo usato anche dalle cellule terroristiche: hanno creato un account di posta elettronica in comune sul quale si scrivevano dei messaggi tra le "bozze", senza mai inviarli.

Lo scandalo è scoppiato proprio a causa di questa relazione extraconiugale: la scorsa settimana Petraeus ha rassegnato le dimissioni, motivandole con un sintetico «ho tradito mia moglie». Inizialmente, dunque, la vicenda sembrava legata a una questione d'onore: Petraeus, pentito della sua condotta moralmente deprecabile, avrebbe deciso di lasciare l'incarico. Presto, però, sono venuti alla luce altri elementi.

La relazione tra Petraeus e la Broadwell è stata scoperta grazie a una denuncia fatta all'Fbi da un'altra donna: Jill Kelley. La scorsa estate la Kelley, 37 anni e una gemella un po' particolare (ma questa è un'altra storia), ha chiamato l'Fbi per denunciare l'invio di email minatorie alla sua casella di posta elettronica. Il tono dei messaggi era esplicito: «Lui è mio», «So quello che stai facendo, tuo marito lo sa?», «Ti ho visto toccarlo sotto il tavolo durante quella cena».

L'Fbi ha aperto subito un'indagine. Ma non stato è facile. Il primo agente che se ne è occupato, infatti, è stato allontanato perché si è apparentemente tanto invaghito della Kelley da inviarle delle fotografie in pose sexy. Il secondo agente incaricato è riuscito a scoprire il mittente delle email inviate alla donna: Paula Broadwell. E quel "lui" tanto citato nei messaggi era David Petraeus. Anche la Kelley aveva dunque una relazione con il generale? Questo ancora non è chiaro. Di certo la Broadwell era gelosa e si è esposta, lasciando scoprire la sua relazione.

L'indagine sulle email minacciose ha portato l'Fbi all'abitazione della Broadwell e al sequestro del suo pc. Ed ecco il reale scandalo: nel computer della donna gli agenti hanno trovato alcuni documenti riservati della Cia. Non solo: il sospetto dell'Fbi è che la Broadwell avesse accesso all'account di posta del direttore della Cia. In particolare, la donna sembrava essere a conoscenza di alcune informazioni in merito all'attacco sferrato all'ambasciata americana a Bengasi dello scorso 11 settembre. Questa, dunque, potrebbe essere la vera ragione delle dimissioni di Petreaus. Tanto che il generale è stato chiamato a rispondere - venerdì 15 novembre, appunto - alle domande del Congresso degli Stati Uniti in merito all'attentato dell'11 settembre.

Ma non è solo la Broadwell a nascondere qualche segreto. Jill Kelley, vittima delle email minatorie, è coinvolta anche in un'altra indagine, quella che sta causando non pochi problemi al generale John Allen, il successore di Petraeus in Afghanistan. Allen è infatti sotto inchiesta per «comunicazioni inappropriate» con la Kelley.

La vicenda, ve lo avevamo detto subito, non potrebbe essere più intricata. E sembra essere destinata a complicarsi sempre di più.

DA STYLE.IT

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