Palestina all'Onu, l'Italia ha votato sì

di Francesca Porta 

Ieri la Palestina è diventato uno Stato osservatore non membro delle Nazioni Unite. L'Italia, insieme a Francia e Spagna, ha votato a favore del suo ingresso

Francesca Porta

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I palestinesi festeggiano la decisione dell'Onu - Foto
AP/LaPresse

I palestinesi festeggiano la decisione dell'Onu - Foto AP/LaPresse

Il 29 novembre del 1947 l'Onu ha votato una risoluzione che spartiva la Palestina tra ebrei e islamici per preparare la nascita dello Stato d'Israele. Ieri, il 29 novembre 2012, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha espresso un voto storico: la Palestina non è più un "ente competente", ma uno Stato osservatore non membro. È un riconoscimento che i palestinesi attendono da sessantacinque anni. Esatti.

Per questo, dopo l'annuncio dell'Onu, a Ramallah e in tutta la Cisgiordania la gente è corsa in strada a festeggiare. Tra urla di gioia, bandiere e musica, la Palestina ha celebrato un passo avanti storicamente importantissimo. «Oggi abbiamo un certificato di nascita come Stato», ha dichiarato il presidente Abu Mazen, che aveva invitato l'Assemblea Generale a votare a favore «perché oggi è una chance per salvare la soluzione dei due Stati».

Dei 188 Stati membri delle Nazioni Unite, 134 hanno votato sì, 9 hanno espresso voto contrario e 41 si sono astenuti. Tra chi ha detto no si contano, ovviamente, Israele e l'alleato di sempre, gli Stati Uniti d'America. «Il voto è infelice e controproducente, pone nuovi ostacoli sul cammino della pace», ha dichiarato il Segretario di Stato americano Hillary Clinton.

L'Europa si è divisa: Germania e Gran Bretagna si sono astenute, mentre Spagna, Francia e Italia hanno detto sì alla Palestina. La decisione del nostro Paese è stata annunciata ieri pomeriggio: dopo aver ponderato la situazione, Mario Monti ha scelto di «dare il proprio sostegno alla risoluzione che attribuisce alla Palestina lo status di Stato osservatore».

Questo «non fa venir meno il sostegno dell'Italia a Israele», ha specificato il premier. «Come tutto il resto d'Europa vogliamo che riparta il negoziato per arrivare a due Stati in pace e l'unico modo per farlo è rinforzare la leadership di Abu Mazen». La posizione di Monti, che ha la benedizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha deluso Israele: «Da voi proprio non ce l'aspettavamo», ha detto l'ambasciatore israeliano a Roma.

In quanto Stato osservatore non membro, d'ora in poi la Palestina può partecipare ai dibattiti dell'Assemblea Generale e promuovere risoluzioni, ma non ha diritto di voto. Può chiedere ricorso alla Corte penale internazionale e può presentare la rischiesta di diventare Stato membro.

 

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