Aereo scomparso a Los Roques, continuano le ricerche

di Francesca Porta 

Le autorità venezuelane presumono che il bimotore sia precipitato in mare, ma per ora non c'è traccia di rottami

Francesca Porta

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L'aereo sparito è un bimotore Islander del 1968 - Foto
AP/LaPresse

L'aereo sparito è un bimotore Islander del 1968 - Foto AP/LaPresse

Elicotteri, aerei, lance, un sottomarino e una squadra di 400 persone. Sono queste le ingenti risorse impiegate in queste ore nella ricerca dell'aereo da turismo scomparso venerdì 4 gennaio nell'arcipelago di Los Roques, in Venezuela.

Il bimotore Islander, sparito dai radar poco dopo il decollo, aveva a bordo (oltre ai due piloti) quattro turisti italiani: Vittorio Missoni, figlio dello stilista Ottavio e amministratore delegato della casa di moda, la compagna Maurizia Castiglioni, Elda Scalvenzi e Guido Foresti. A ormai oltre due giorni dalla misteriosa scomparsa, il raggio delle ricerche è stato esteso a 150 chilometri dalla rotta dell'aereo, verso Boca de Aroa e San Juan de los Cayos.

«Al momento non abbiamo ulteriori notizie, possiamo solo dire che siamo certi che le ricerche continueranno con questo ritmo», ha dichiarato Angela Missoni (sorella di Vittorio) in un comunicato. «Mio fratello Luca è in Venezuela ed è attivamente coinvolto nelle ricerche: è un pilota e ora sta sorvolando l'area».

«Siamo tutti commossi dall'affetto e l'aiuto che abbiamo avuto fino a ora da tutto il mondo ed estremamente grati alle autorità per la loro incessante ricerca e gli sforzi di salvataggio», ha detto Angela. «Siamo pieni di speranza e fiudcia. Non ci arrenderemo».

Una delle ipotesi al vaglio delle autorità venezuelane è che il bimotore Islander sia precipitato in mare e che le correnti lo abbiano trascinato verso ovest. Al momento, però, questa tesi non è supportata dalle prove: non sono ancora stati trovati rottami dell'aereo.

Un'altra ipotesi è invece legata al traffico di droga. Come per l'analogo caso del 2008, non sono in pochi a pensare che l'aereo potrebbe essere stato dirottato dai narcotrafficanti per essere usato, in seguito, per il trasporto di droga. Da questa regione del Venezuela, infatti, partono decine di veivoli dei trafficanti, diretti verso i Caraibi e l'America Centrale.

Entrambe le ipotesi potrebbero essere valide. Intanto, sono emerse nuove informazioni sulle condizioni del bimotore. Sembra, infatti, che il veivolo avesse imbarcato carburante per tre ore di volo, dunque molto più di quanto necessario per i 45 minuti di tragitto previsti. Non è chiaro, inoltre, se l'aereo avesse a bordo un apparecchio Gps in funzione (come d'obbligo).

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