Algeria, 35 ostaggi e 15 rapitori uccisi in un blitz

di Francesca Porta 

Elicotteri dell'esercito algerino hanno attaccato il sito controllato dai terroristi nel tentativo di salvare gli ostaggi. L'operazione è però finita in strage

Francesca Porta

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Il sito petrolifero di In Amenas, in Algeria - Foto
AP/LaPresse

Il sito petrolifero di In Amenas, in Algeria - Foto AP/LaPresse

È di almeno 50 morti il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, del blitz condotto questa mattina dall'esercito algerino nel sito per l'estrazione di idrocarburi di In Amenas. Il campo, che da ieri è nelle mani di un gruppo di terroristi legati ad Al Qaeda, è stato attaccato dagli elicotteri governativi nel tentativo di liberare gli ostaggi stranieri.

Nel blitz, che sembra essere ancora corso, sono rimasti uccisi 35 ostaggi occidentali e 15 rapitori, tra cui anche uno dei leader dei terroristi, Abou Al Bara. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, le vittime sarebbero state colpite dai bombardamenti mentre si trovavano a bordo di un bus all'interno del sito petrolifero.

Le notizie sono poche e confuse. Secondo la tv araba Al Jazeera, tre ostaggi (un inglese, un irlandese e un giapponese) sarebbero riusciti a contattare telefonicamente l'emittente e avrebbero chiesto all'esercito di ritirarsi, così da evitare altre perdite di vite umane.

Non è chiaro, inoltre, quanti ostaggi siano ancora detenuti nel sito di In Amenas. Secondo l'agenzia algerina Aps, questa mattina una trentina di lavoratori algerini e circa 15 ostaggi stranieri sono riusciti a fuggire dal sito, o forse sono stati liberati dai sequestratori. Uno degli ostaggi liberati ha dichiarato che nel campo ci sarebbero 150 lavoratori algerini e decine di stranieri.

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