Obama presenta il piano per il controllo delle armi

di Francesca Porta 

Al bando le armi automatiche, stop ai caricatori con più di 10 colpi, controlli sui precedenti di chi acquista. La lobby delle armi: «Sarà la battaglia del secolo»

Francesca Porta

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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato il
piano circondato da un gruppo di bambini - Foto AP/LaPresse

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato il piano circondato da un gruppo di bambini - Foto AP/LaPresse

«Proteggere i nostri figli è il primo compito di una società, non è un tema che può dividerci. Io amo il mio Paese e voglio che tutti siano felici e si sentano sicuri». Sono queste le parole usate ieri da Barack Obama per presentare il suo piano per il controllo delle armi.

Il presidente lo aveva annunciato dopo la strage di Newtown, in Connecticut, in cui persero la vita 20 bambini: « Dobbiamo cambiare. Userò tutti i miei poteri per coinvolgere tutti in uno sforzo per prevenire questi assalti». Ed ecco, a un mese esatto da quella tragedia, il piano di Obama per contrastare il facile accesso alle armi che spesso è causa di questi episodi di violenza.

Il piano è composto da 23 decreti, tra cui la messa al bando delle armi automatiche e dei caricatori con più di dieci proiettili, l'inasprimento delle pene per i trafficanti di armi e per chi vende armi ai criminali, un programma per arruolare vigilantes armati a protezione dei controlli. Obama propone inoltre uno statuto federale, dunque uguale per tutti gli Stati, che vieti la vendita di armi ad acquirenti per conto terzi e che renda illegale la produzione e l'uso di pallottole perforanti.

Anche il controllo dei precedenti di chi vuole acquistare un'arma, oggi troppo superficiale, dovrà essere obbligatorio e le informazioni dovranno essere condivise a livello federale. Il piano del presidente prevede anche l'avvio di una campagna di informazione nazionale sull'uso sicuro e responsabile delle armi e sulla loro detenzione in casa. Saranno infine commissionate ricerche approfondite per indagare le cause degli atti di violenza legati alle armi, compresa l'eventuale influenza dei videogiochi e dei programmi televisivi violenti.

Alcune di queste misure sono immediatamente esecutive, altre richiedono l'approvazione del Congresso. Ed è qui che il piano potrebbe arenarsi. Sei Stati (Wyoming, Alabama, Missouri, Montana, Texas e South Carolina) hanno già annunciato l'intenzione di ignorare queste misure e la National Rifle Association, voce della lobby delle armi, si è duramente opposta. «Sarà la battaglia del secolo», ha detto il presidente della NRA. «Obama vuole la riforma per vietare le vostre armi, non per proteggere i bambini».

Ma il presidente Obama ha replicato: «Rispetto le nostre forti tradizioni sul possesso delle armi, ma serve un cambiamento. Serve da parte nostra un esame di coscienza. Ogni giorno che aspettiamo ad agire, aumenta il numero delle vittime. Queste saranno riforme difficili. Si opporranno lobbisti e politici. Gli americani chiedano al Congresso di agire. E se non lo fa, chiedano spiegazioni».

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