Papa Benedetto XVI si dimette. Ecco chi l'ha preceduto

di Marion Vague 

Benedetto XVI ha annunciato la decisione di lasciare il pontificato il prossimo 28 febbraio. Ecco chi, nella storia, l'ha preceduto

Marion Vague

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Foto AP/LaPresse

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«Le forze e l'età avanzata non sono più adatte  per esercitare in modo adeguato al ministero». Con queste parole, pronunciate in latino durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, sono arrivate le dimissioni dal pontificato di Benedetto XVI.

Quello di Papa Ratzinger non è un inedito per la storia della Chiesa. Sono stati diversi i Papi (da San Clemente a Benedetto IX, passando attraverso le vicende di Gregorio VI) che hanno rinunciato all'incarico pontificio, avvalendosi della possibilità prevista dal Canone 332 del Codice di diritto canonico: «Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti».

Il caso più celebre in materia di "dimissioni papali" è quello di Celestino V, conosciuto non a caso come "il Papa del gran rifiuto". Dopo essersi accertato del fatto che esistesse una possibilità reale di abdicare (la carica passò a Bonifacio VII) promulgò in data 10 dicembre 1294 una Costituzione sull'abdicazione papale e confermò la validità delle disposizioni in materia di Conclave anche in caso di rinuncia. In questo caso le motivazioni alla base della decisione erano legate allo stato di confusione in cui la Chiesa versava durante il suo pontificato, a causa di una cattiva amministrazione.

A distanza di più di un secolo fu un altro Papa a dimettersi. Nel 1415 Gregorio XII, dopo anni di insoddisfazione manifestata dai cardinali nei confronti del suo operato, finì per nominare Carlo I Malatesta e il cardinale Giovanni Dominici di Ragusa come suoi delegati.

È stato scritto che anche Pio XII, minacciato di deportazione dai nazisti, sotto l'occupazione tedesca di Roma, scrisse una lettera di dimissioni da rendere pubblica in caso fosse stato fatto prigioniero, affinché Hitler non potesse mai dire di avere nelle sue mani il Papa, ma solo il cardinal Pacelli.

Avvicinandosi sempre più ai giorni d'oggi, negli anni '70, Papa Paolo VI aveva seriamente preso in considerazione l'idea di abbandonare il suo incarico (1977). Le motivazioni, in questo caso, sembrano essere simili a quelle di Benedetto XVI. Paolo VI aveva già compiuto gli 80 anni ed era stanco e provato.

Pare che persino Wojtyla, Papa simbolo di una generazione e ancora eroe indistruttibile nell'immaginario di molti fedeli, avesse riflettuto sulla possibilità di rinunciare al suo incarico con l'aggravarsi delle proprie condizioni di salute.Avviò una consultazione informale con i responsabili della Segreteria di Stato e si consultò proprio con Benedetto XVI, allora conosciuto come Joseph Ratzinger, concludendo infine di rassegnarsi semplicemente alla volontà di Dio e rinunciando all'idea delle dimissioni.

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