La Regina Elisabetta firma la legge sulla parità

di Francesca Porta 

Sua Maestà ha firmato in diretta tv un provvedimento a sostegno della parità di diritti e contro la discriminazione. È una svolta storica verso il riconoscimento dei diritti gay

Francesca Porta

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La Regina Elisabetta ha firmato il documento di fronte ai
fotografi - Foto AP/LaPresse

La Regina Elisabetta ha firmato il documento di fronte ai fotografi - Foto AP/LaPresse

«Ci opponiamo implacabilmente a tutte le forme di discriminazione, che affondino le loro radici in genere, razza, colore, fede, convinzioni politiche o altro». È questo il passaggio più significativo del documento sulle pari opportunità approvato dai 54 Paesi del Commonwealth e firmato ieri dalla Regina Elisabetta II.

La legge, già ribattezzata da molti «la Magna Carta del XXI secolo», è composta da 16 punti che trattano di diritti umani, uguaglianza di genere, pace e sicurezza internazionale. Tra le direttive c'è anche la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini e dunque la modifica della normativa sulla successione al trono inglese.

Secondo la legge salica, infatti, a ereditare il trono è il primo figlio maschio della coppia reale (la figlia femmina sale al trono solo in assenza di maschi), ma ora questa regola cambierà: se William e Kate avranno una bambina, ella sarà regina a prescindere dal sesso degli eventuali fratelli minori. Si tratta di un cambiamento epocale.

Storica è anche l'apertura nei confronti dei diritti gay. L'atto non parla esplicitamente delle discriminazioni degli omosessuali, ma secondo gli esperti l'opposizione «a tutte le forme di discriminazione» comprende senz'altro questo tema. Non è stato esplicitato per rispetto e quieto vivere nei confronti dei Paesi del Commonwealth che hanno ancora leggi anti-gay.

Secondo fonti vicine alla famiglia reale, però, Elisabetta II avrebbe firmato il documento avendo ben presente anche questa tematica e le sue implicazioni. «L'impatto dell'appoggio reale a questo documento non va sottostimato. Nulla di così progressivo è stato mai approvato dalle Nazioni Unite ed è inusuale che venga chiesto alla Regina di firmare un documento in pubblico, davanti alle macchine fotografiche».

 

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