Il nuovo Papa è l'argentino Bergoglio.
Si chiama Francesco

di Francesca Porta 

Dopo cinque votazioni, il conclave ha eletto al soglio pontificio Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires. È il primo latino-americano a diventare Papa e il primo a scegliere il nome di Francesco

Francesca Porta

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Jorge Mario Bergoglio è il primo Papa latino-americano. È il primo Papa gesuita, il primo che sceglie di chiamarsi Francesco. È il primo Papa che, affacciandosi alla Loggia delle Benedizioni, ha chiesto ai fedeli un minuto di silenzio in cui pregare per lui. Jorge Mario Bergoglio è il primo in così tante cose da lasciar sperare che oggi sia l'inizio di un nuovo cammino per la Chiesa.

Un cammino che, nel suo primo discorso, il nuovo Pontefice si è augurato essere «di fratellanza, d'amore e di fiducia». Un cammino da compiere «con voi, popolo della Chiesa». Le parole di Jorge Mario Bergoglio sono state accolte con gioia dalla folla di fedeli che da ore attendeva la fumata bianca. Al momento dell'Habemus Papam, la sorpresa della piazza è stata grande, gli applausi calorosi.

«Fratelli e sorelle, buonasera», ha detto il Papa prima di impartire la benedizione. «Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui, vi ringrazio dell'accoglienza». Dopo aver ricordato con la preghiera il suo predecessore, Benedetto XVI, il nuovo Pontefice ha continuato: «Vi chiedo un favore, vi chiedo di pregare perché il Signore mi benedica. Prima che io benedica voi, siate voi, popolo della Chiesa, a benedire me».

Queste poche parole hanno lasciato intravedere la prima, importante qualità del nuovo Pontefice: la semplicità. Quella che, qualche anno fa, ha spinto Bergoglio a rifiutare l'autista messo a disposizione dall'arcivescovado preferendo prendere i mezzi pubblici. Quella che l'ha portato, al momento della sua nomina a cardinale, a invitare i fedeli argentini che volevano raggiungere Roma a restare a casa e donare i soldi del biglietto aereo ai poveri. Quella a cui si è ispirato scegliendo come nome Francesco, il santo dell'umiltà.

Ma chi è il gesuita che questa sera è diventato il 266esimo successore di Pietro? Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936 da una famiglia di origine piemontese emigrata in Argentina, Jorge Mario Bergoglio si è diplomato in una scuola tecnica, ma poi ha deciso di entrare in seminario. Nel 1958 è entrato come novizio nella Compagnia di Gesù, ha studiato per alcuni anni in Cile e nel 1963, tornato a Buenos Aires, si è laureato in filosofia.

Per alcuni anni ha insegnato letteratura e psicologia nel Collegio dell'Immacolata di Santa Fe e poi nel Collegio del Salvatore di Buenos Aires. Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia a San Josè, nel 1969 è stato ordinato sacerdote. Negli anni successivi è stato rettore della facoltà di teologia e filosofia dell'Università di San Miguel (a San Josè), poi ha preso un dottorato in Germania.

Nel 1992 è stato nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires, nel 1998 è diventato arcivescovo della città . Il 21 febbraio del 2001 Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato cardinale. Tra il 2005 e il 2011 Bergoglio è stato a capo della Conferenza Episcopale Argentina. Nel conclave del 2005, che ha visto l'elezione di Joseph Ratzinger, l'arcivescovo argentino aveva ottenuto un buon numero di voti.

Quest'oggi, dopo cinque votazioni, i cardinali elettori l'hanno scelto per guidare la Chiesa. Osservando le reazioni provenienti da tutto il mondo, l'impressione è che da Papa Bergoglio ci si aspetti molto. Un papato di cambiamento, una sferzata di modernità, forse persino un ritorno allo spirito di semplicità e umiltà insegnato da San Francesco. Chissà che non accada davvero.

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