Quattro giornalisti italiani bloccati in Siria

di Francesca Porta 

Amedeo Ricucci, Elio Colavolpe, Andrea Vignali e Susan Dabbous sono stati fermati dai ribelli vicino al confine con la Turchia. Secondo alcune fonti, i quattro stanno bene e saranno presto liberi

Francesca Porta

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Amedeo Ricucci - Foto Ansa

Amedeo Ricucci - Foto Ansa

Quattro giornalisti italiani sono stati fermati venerdì 5 aprile nel nord della Siria da un gruppo di ribelli dell'Esercito Siriano Libero (Esl). Inizialmente si è parlato di un loro rapimento, ma secondo quanto dichiarato all'Ansa da una fonte vicina ai ribelli i quattro «sono stati fermati e non sequestrati».

«Sono in buone condizioni di salute, i combattenti che li hanno fermati li trattano benissimo e saranno presto accompagnati in Turchia», ha affermato la fonte. «I ribelli stanno solo effettuando degli accertamenti per verificare che si tratti di giornalisti e non di spie come pensato in un primo momento. Già domani potrebbero rientrare in Italia».

L'identità dei quattro fermati è stata confermata dalla Farnesina: si tratta del giornalista Rai Amedeo Ricucci, del fotografo Elio Colavolpe, del documentarista Andrea Vignali e della reporter freelance italo-siriana Susan Dabbous. I quattro si trovavano in Siria per realizzare un reportage sperimentale intitolato Silenzio, si muore, che sarebbe andato in onda all'interno del programma della Rai La Storia siamo noi.

La Farnesina, che sta monitorando la situazione, ha chiesto «il massimo riserbo a tutela dei connazionali coinvolti». L'invito al silenzio stampa è stato ribadito dalla Rai: «Chiediamo a tutti i giornalisti della carta stampata, delle radio, delle televisioni e del web affinché venga mantenuto un responsabile silenzio stampa. Notizie sommarie o imprecise potrebbero nuocere all'incolumità dei colleghi, nostra unica priorità».

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