Usa, il Senato accusa Apple: «Ha eluso tasse per 74 miliardi di dollari»

di Francesca Porta 

Secondo i dati raccolti nell'ambito di un'indagine parlamentare, la società di Cupertino avrebbe utilizzato dei trucchi fiscali per pagare meno tasse

Francesca Porta

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Il simbolo di Apple - Foto Corbis Images

Il simbolo di Apple - Foto Corbis Images

Tra il 2009 e il 2012 Apple ha eluso le tasse per 74 miliardi di dollari. Sono queste le conclusioni a cui sono giunti gli esperti della commissione parlamentare istituita dal Senato degli Stati Uniti per indagare sulle aziende che si servono di paradisi fiscali e altri strumenti per eludere il pagamento della tasse.

Secondo i dati raccolti nel corso dell'inchiesta, la società informatica di Cupertino ha messo in campo diversi "trucchi" per non pagare le tasse al governo statunitense. Non solo ha trasferito parte dei suoi profitti in paradisi offshore, ma ha anche creato delle "finte" filiali all'estero, in Paesi dove la pressione fiscale è minore rispetto agli Usa.

Per esempio, negli ultimi anni Apple ha aperto alcune filiali in Irlanda. Teoricamente, l'azienda avrebbe dovuto pagare le tasse come le altre società che lì risiedono; in pratica, non è stato così. Secondo la legge irlandese, infatti, un'azienda è considerata residente nel Paese (e dunque è tenuta a pagare le tasse come le altre) solo se è gestita in loco. Queste filiali di Apple, invece, sono gestite direttamente dalla sede centrale, in California. Non hanno nessun dipendente in Irlanda, sono "vere" solo di nome.

In questo modo, è come se la filiale non risiedesse in nessun luogo (non in Usa, non in Irlanda) e dunque non paga le tasse in nessun luogo (o le paga meno, come un'azienda non residente). Lo stesso meccanismo è stato messo in atto in altri Paesi del mondo, le cui leggi lasciano spazio a questo tipo di trucchi. Si tratta di meccanismi legali, ma certo non onesti.

A denunciare l'accaduto al Senato è stato il democratico Carl Levin: «Apple non si accontenta di spostare i suoi profitti nei paradisi fiscali, cerca l'esenzione totale. Pretende di non avere residenza fiscale da nessuna parte». Secondo il repubblicano John McCain, Apple sarebbe «uno dei massimi elusori fiscali degli Stati Uniti». Dopo aver ascoltato i risultati dell'inchiesta, il Senato ha deciso di convocare il ceo Tim Cook per discutere la vicenda.

 

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