Cosa sta succedendo in Turchia

di Francesca Porta 

Da ormai quattro giorni a Istanbul, Ankara e in altre città della Turchia ci sono violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. I primi bilanci parlano di due morti e 1700 persone arrestate

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti


Negli scontri hanno perso la vita due persone - Foto Ansa

Negli scontri hanno perso la vita due persone - Foto Ansa

Due morti, decine di feriti e oltre 1700 persone arrestate. È questo il bilancio dei violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine che da ormai quattro giorni stanno dilaniando Istanbul, Ankara e diverse altre città della Turchia.

Per tutto il fine settimana le televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso le immagini di proteste, lanci di fumogeni, cariche della polizia. Prima a piazza Taksim, nel centro di Istanbul, poi a Smirne e infine ad Ankara. Cosa sta succedendo?

I disordini sono iniziati alcuni giorni fa, quando a Istanbul un gruppo di manifestanti è sceso in piazza per manifestare contro la decisione del governo di tagliare i 600 alberi del giardino Gezi Parki. Si tratta di alberi importanti per il popolo turco: simboleggiano infatti lo spirito occidentale della città. L'esecutivo ha però deciso di abbatterli per lasciar spazio alla costruzione di un centro commerciale.

La protesta, diffusasi su Twitter grazie all'hashtag #occupygezi, si è poi trasformata in un'occasione per contestare la stretta autoritaria attuata negli ultimi anni dal premier Recep Tayyip Erdogan.

Sabato scorso le persone radunate in piazza Taksim, a Istanbul, erano centinaia. Le forze dell'ordine hanno cercato di disperderle utilizzando getti di idrante e anche gas urticanti. I manifestanti hanno risposto alle cariche ed ecco scoppiare gli scontri, che presto si sono allargati a macchia d'olio anche in altre città turche.

Nella notte tra domenica e lunedì, a Smirne alcuni giovani hanno lanciato bombe molotov negli uffici del partito Akp (quello di Erdogan). Ad Ankara, invece, un manifestante è morto a causa di un proiettile che lo ha colpito alla testa. Un'altra persona ha perso la vita oggi a Istanbul, travolta da un taxi che cercava di farsi strada tra i manifestanti.

Ma, nonostante le vittime e le condanne arrivate dall'Europa (il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz ha definito «sproporzionata» la «severità con cui la polizia ha risposto alle proteste»), il premier turco Erdogan non sembra intenzionato a cedere. «Centosessanta ufficiali di polizia sono rimasti feriti. Per quale ragione la polizia ha un numero così alto di feriti?», ha detto oggi il primo ministro. «È perché ha agito con moderazione».

Non tutti, ovviamente, sono d'accordo. Alcune organizzazioni umanitarie internazionale raccontano di manifestanti inermi percossi con violenza e del lancio di gas urticanti anche ad altezza d'uomo. Oggi, inoltre, alcuni manifestanti si sono riuniti di fronte alla sede della Ntv, una rete televisiva, per denunciare la "censura" dei principali media del Paese, che non stanno dando notizia della protesta in corso.

 

Commenti dal canale

TAG CLOUD