Datagate, il New York Times: «Raccolto il Dna di migliaia di americani»

di Francesca Porta 

Lo scandalo sulle violazioni della privacy si allarga. Secondo il quotidiano statunitense, la polizia starebbe raccogliendo campioni di Dna

Francesca Porta

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Edward Snowden, l'ex dipendente della Cia che ha fatto scoppiare
lo scandalo - Foto Ansa

Edward Snowden, l'ex dipendente della Cia che ha fatto scoppiare lo scandalo - Foto Ansa

Il problema della privacy negli Stati Uniti non riguarda solo le telefonate e il web. Secondo quanto riportato oggi dal New York Times, lo scandalo Datagate comprende anche le informazioni genetiche.

Un numero crescente di corpi di polizia, infatti, starebbe realizzando delle vere e proprie banche dati in cui sono raccolti i campioni di Dna di migliaia di cittadini americani. Non si tratta solo di criminali o sospettatati, ma anche, ad esempio, delle vittime innocenti di reati. Spesso, inoltre, queste persone non sono state avvisate della raccolta e della "schedatura" delle proprie informazioni genetiche.

Fino a qualche tempo fa la raccolta del Dna era una pratica di competenza esclusiva dell'Fbi, le polizie locali non potevano svolgerla. Ora, però, le cose sono cambiate: una sentenza della Corte Suprema ha autorizzato la polizia a prelevare il Dna di persone arrestate per gravi reati. Da quel momento, anche le polizie locali (che hanno margini di manovra più ampi e sono meno controllate dell'Fbi) hanno iniziato a svolgere quest'attività.

Secondo il New York Times, queste informazioni stanno entrando a far parte di quelle raccolte dal programma Prism, il sistema denunciato solo pochi giorni fa dall'ex dipendente della Cia Edward Snowden.

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