Turchia, Erdogan propone un referendum. Scettici i manifestanti

di Francesca Porta 

Dopo oltre dieci giorni di proteste, il premier turco sembra essere aperto alla possibilità di un referendum su Gezi Park. Ma i manifestanti non ci credono

Francesca Porta

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Il premier turco ha proposto un referendum su Gezi Park - Foto
Ansa

Il premier turco ha proposto un referendum su Gezi Park - Foto Ansa

Gli scontri sono cessati, ma il clima resta teso. È questa la situazione a Istanbul, in Turchia, dopo oltre dieci giorni di proteste contro il progetto governativo su Gezi Park e le politiche autoritarie del premier Recep Tayyp Erdogan. Decine di manifestanti sono ancora accampati nel giardino e dall'altra parte, in piazza Taksim, decine di poliziotti in tenuta anti-sommossa si tengono pronti all'azione.

La situazione potrebbe nuovamente precipitare da un momento all'altro. Tanto più che il primo ministro sembra intenzionato a continuare con la linea dura: «I manifestanti lascino il parco, o dovranno affrontare la polizia». Intanto, però, fonti governative rivelano che Erdogan starebbe valutando la possibilità di indire un referendum.

I cittadini sarebbero così chiamati a esprimersi sul progetto riguardante Gezi Park (il governo vorrebbe distruggerlo per costruire un centro commerciale e una moschea) grazie a uno strumento altamente democratico. Ma i manifestanti non credono a quest'apertura: «Ci sta prendendo in giro», scrivono su Twitter.

Intanto, il leader dell' opposizione Kemal Kilicdaroglu, che si è schierato con i giovani manifestanti e ha accusato Erdogan di essere un dittatore, oggi ha lanciato un appello al capo dello Stato perché convochi un vertice di tutti i leader politici per far calare la tensione e fermare la violenza.

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